Zingaretti ai Larianesi: "Lavoriamo insieme ad un Alberghiero o altro per qualificare la filiera del pane di Lariano"

Zingaretti, Caliciotti ed Apicella

Al cinquantesimo compleanno di Lariano il presidente Zingaretti regala ai larianesi l'impegno a lavorare per la realizzazione "di un istituto Alberghiero o di quant'altro per qualificare la filiera del pane". Un annuncio arrivato durante il Consiglio comunale straordinario che si è tenuto lunedì 28 agosto. Nell'Assise riunita, davanti a cittadini e alle autorità, il Presidente della Regione Lazio ha così preso l'impegno di valorizzare la tipicità del pane di Lariano.

L'intervento del Presidente del Lazio è arrivato dopo quello dei Consiglieri larianesi, del Sindaco Maurizio Caliciotti, del Presidente del Consiglio regionale del Lazio Daniele Leodori, del Vescovo della Diocesi di Velletri-Segni, Vincenzo Apicella. In sala, oltre a numerosissimi larianesi, i sindaci della zona e del Comune di S. Ferdinando di Puglia, la Sen. Parente e il presidente della Banca Popolare del Lazio Renato Mastrostefano.

Durante il suo intervento il Sindaco Caliciotti ha ricordato i passi dell'autonomia, i Sindaci di Lariano ed ha auspicato un cammino di unità e prosperità per la città. Nella stessa cerimonia è intervenuto il rag. Bruno Belli, unica persona ancora in vita tra coloro che formarono il comitato dell'Autonomia.

La targa marmorea in memoria dei "tredici"

Il frontespizio della sentenza del 1935 (per gentile concessione di Gianni Bastianelli)

Al termine del Consiglio straordinario, appena fuori la sala del Consiglio, è stata svelata una targa marmorea con i nomi dei tredici larianesi che nel 1926 fecero ricorso al Commissario per la liquidazione degli Usi Civici. Un ricorso (forse una delle più significative lotte contro i veliterni) che portò al riconoscimento del diritto dei larianesi ad amministrare il soprassuolo dei boschi e che, allo stesso tempo, portò alla delimitazione del confine di frazione di Lariano. Da quella sentenza scaturì l'amministrazione indipendente dei beni demaniali, che pose le basi dell'autonomia comunale, faticosamente raggiunta solo negli anni Sessanta. Del documento, ritrovato e conservato da Gianni Bastianelli, pubblicheremo i tratti salienti nei prossimi numeri del settimanale "La Nuova Tribuna".

I tredici larianesi ricordati nella lapide marmorea sono: Vitaliano Bastianelli, Ettore D'Agapiti, Settimio Biagi, Plinio Corsetti, Vittorio Massimi, Vittorio Abbafati, Umberto Biagi, Felice Colella, Giuseppe Palmieri, Paris Valeri, Alfredo Mastrella, Lorenzo Bastianelli, Enrico Angeloni.

Il corteo: "Lariano è nostro e nostro resterà"

Il corteo con il cartello già esposto nel 1967 (da sx: Caliciotti, il rappresentante del Comune di S. Ferdinando di Puglia, Mattacchioni)

È seguito un corteo per le strade di Lariano a cui hanno partecipato entusiasti tantissimi larianesi. Un corteo rievocativo della marcia del 1967, anno in cui il nascente Lariano perse per qualche mese l'autonomia conquistata da Velletri per poi vedersela nuovamente riconoscere da una legge regionale. Particolarmente significativo il cartello "Lariano è nostro e nostro resterà" che già nel '67 apriva la marcia dei larianesi.

Il corteo è partito dal Comune, ha raggiunto Colle Fiorentino e poi è sceso per via Algidus, transitando (a negozi serrati) in via Roma e via Napoli e concludendosi in piazza S. Eurosia. Tantissime le realtà partecipanti, tra cui: le majorettes, il Gruppo strumentale Città di Lariano, la Protezione Civile, gli Scout CNGEI, l'Avis, l'Italcaccia, il Comitato Ara di Norma, l'Asd Waterpolis, l'Associazione Fungo Porcino, l'Associazione Pane di Lariano, gli "Amici di Colle Cagioli", l'Associazione Liberi e Forti, l'Atletico Lariano, il Running Club Atletico Lariano, i Cavalieri di S. Antonio, l'Ass. Madonna del Bosco, le atlete della Danza della Millenium, gli Sbandieratori, i Templari, l'Associazione Carabinieri in Congedo e l'Alba ONLUS. In piazza si è poi proceduto con la premiazione degli sportivi che si sono contraddistinti nel tempo e con uno spettacolo musicale. Durante la serata la cena è stata offerta da tre stand gestiti da diverse associazioni larianesi.

Tentato sabotaggio prima del Consiglio?

In pochi sanno che poco prima del Consiglio si è verificato un momento critico. L'atrio del palazzo comunale è stato trovato allagato. Qualcuno ha avuto forse l'intento di sabotare i festeggiamenti ma non vi è riuscito. Un lavandino del bagno al piano terra del Comune è stato infatti otturato e il rubinetto è stato lasciato aperto. Quando i Vigili sono entrati nel Palazzo hanno trovato così l'atrio allagato. Il tentativo di sabotaggio non è però andato a buon fine perché il personale comunale ha fronteggiato l'emergenza. Così ai "cretini" lo scherzo non è riuscito. E la manifestazione ha riscosso apprezzamento.

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