Cristiano Calvano lancia l'idea di una Cittadella dello Sport per Valmontone

Cristiano Calvano

Il fitness, l'economia del benessere, lo sport, sono settori mai in crisi che anno dopo anno crescono e portano indotto, lavoro e reddito. I dati parlano chiaro: le imprese attive nel fitness - benessere hanno registrato +1,8% rispetto allo scorso anno. Quanto al fatturato (dati Repubblia e Sole24Ore) il settore sposta in Italia tra i 14 e i 22 miliardi di euro. Non foss'altro che per questo già l'idea di Cristiano Calvano di una Cittadella dello Sport sarebbe quanto meno da valutare.

Calvano, in ottica comprensoriale quale dovrebbe essere la strategia per uno sviluppo del territorio sotto il profilo sportivo?
“Valmontone ad oggi è una delle Città con più carenza di impiantistica sportiva. Le persone sono costrette ad andare altrove per praticare ogni tipo di attività sportiva. Questa cosa nel 2017 è impensabile. Abbiamo molti terreni comunali e il Comune, sulla scia di quanto fatto da altri, potrebbe in project-financing concedere dei terreni a degli imprenditori per realizzare una vera e propria Cittadella dello sport, con dei vantaggi notevoli alla cittadinanza. Una cosa simile è stata realizzata a Lariano con il Centro Sportivo  Millenium che gestisco”.

E per quanto riguarda il palazzetto dello sport di Artena?
“In questo senso un ragionamento si può fare capendo prima quant'è l'area effettivamente disponibile e poi coinvolgendo un privato nella realizzazione e nella gestione. Ci sono già stati dei contatti con il Comune in tal senso. Vedremo il prosieguo”.

È normale quello che sta succedendo all'Agraria?
“Reputo ciò che è successo all'Università Agraria l'ennesimo smacco alla democrazia.
Poiché la Regione ha prima accettato e avallato il commissariamento dell'ente, firmato e avallato peraltro dalla segretaria dell'ente stesso, e poi, per cavilli di “opportunità politica”, ha fatto marcia indietro. Durante il Consiglio dell'Ente per le famose surroghe dei consiglieri credo che a Valmontone si sia toccato il punto più basso della politica locale. Credo che tutto questo debba far riflettere tutti su ciò che sarà il prosieguo della politica Valmontonese. Bisogna alzare il livello della politica. Basta personalismi. La politica deve tornare ad essere al servizio del Cittadino e non viceversa”.

A suo parere che fine farà l'opposizione interna di Latini?
“Credo che oggi la priorità sia far ripartire il Nostro Paese dopo anni in cui è stato nelle nebbie dell'ordinaria pochezza amministrativa. Non dimentichiamo che ogni anno sei sette milioni di visitatori escono dal casello autostradale e si dirigono verso l’Outlet ed il Parco divertimenti. Basterebbe intercettare quel flusso di turisti e portarli nella nostra Città”.

Alle elezioni manca meno di un anno. Facciamo chiarezza sulle coalizioni?
“Posso dire soltanto che per me la politica è una passione che ho ereditato. Sicuramente, di concerto con il candidato a sindaco, mi metterò a servizio della squadra ed insieme valuteremo l'eventuale candidatura”.

A sindaco?
"Oggi per risollevare le sorti del nostro Comune occorre una guida forte, capace e di esperienza: questa è la priorità".

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