L’estate è passata e la politica è di nuovo in piena attività. Lo è la maggioranza che governa Artena, lo sono le opposizioni, impegnate in incontri e cene del venerdì. Questo perché le elezioni comunali, anche se lontane, si avvicinano velocemente. Ci sono ancora tra i sette e i nove mesi disponibili per formare le liste.

Tutti si chiedono chi vincerà. Ma prima ancora ci si chiede chi si candiderà davvero. Di abbastanza certo per ora ci sarebbe la ricandidatura del sindaco uscente Felicetto Angelini. Il sindaco punta molto sulle opere che per cinque anni ha messo in progettazione: l’adeguamento dello stadio, l’inaugurazione della tensostruttura di Ponte del Colle, i lavori al campo del Colubro, i lavori che devono ancora partire al palazzetto dello sport. E poi vanterà gli interventi eseguiti: i lavori sulle scuole, l’avvio della raccolta differenziata e altro.

Dall’altra parte, quella dell’opposizione, ci si concentra nel catalizzare e convogliare il malcontento che deriva sia dalle problematiche in cui si è imbattuta l’attuale Amministrazione (dall’isola ecologica alle ordinanze di demolizione dovute, dall’accorpamento degli istituti scolastici alle promesse non mantenute), sia dalle scelte politiche fatte e non condivise nel tempo (dalla Tari ad altro). Ciò che manca, però, è ancora il nome ufficiale del (o dei) candidati sindaci.

Nei mesi passati era emersa la ri-candidatura di Erminio Latini. Se ne è parlato per un po’ e nei giorni scorsi pare che all’ennesima cena ci sia stata una nuova conferma. Il percorso però è ancora lungo: ci sono altre persone che vorrebbero candidarsi e che hanno rappresentato l’opposizione in questi cinque anni e che potrebbero aver qualche diritto di guidare la “carica”. C’è una parte di sinistra che vuole trovare la sua strada e c’è una parte di destra,presieduta da Manuel Mancini (la presidenza onoraria è di Christian Calabrese), che si è presentata ma deve ancora palesare le sue intenzioni. Nei prossimi nove mesi, dunque, sarà possibile la nascita di un candidato unitario?

Di certo non è per l’unità dell’opposizione il Movimento 5 Stelle. Il candidato Adolfo Mele torna per la seconda volta a “mettere la faccia” alla guida del Movimento. Lo sta facendo soprattutto tramite social ma quanto otterrà in termini elettorali? Il Movimento saprà davvero entrare negli strati più profondi della popolazione?

In definitiva, forse, la spunterà chi saprà rimanere più unito e allo stesso tempo aggregare di più. Non basterà infatti avere buoni programmi per vincere. Sarà anche necessaria una campagna elettorale vecchio stile, casa per casa, e sperare che il fronte avversario sia spaccato. Ciò che insegnano le elezioni degli ultimi dieci anni è che la maggioranza uscente è in vantaggio rispetto ad una molteplicità di liste d’opposizione. E’ stato così sia a Valmontone, sia a Lariano, sia ad Artena. Le prossime elezioni saranno in linea con la storia o la ribalteranno? Questa è la vera domanda.

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