Il colore rosso è tornato di moda e a chi è stato sconfitto in modo eclatante alle elezioni del 4 marzo rimane solo quello: esibire trionfalmente il rosso, magari sulla maglietta. E questa non sarebbe stata meglio “trasparente”, come è ora il PD? Visto che “ bandiera rossa trionferà…” è ormai un lontano ricordo. Pseudo-intellettuali, cantanti, politici rispondendo all’appello di Don Ciotti, al grido di “maglietta rossa trionferà…” si sono dati appuntamento in alcune piazze d’Italia e hanno lasciato le loro ville, hanno disertato le loro cene a Portofino, a Porto Cervo o a Capalbio o hanno abbandonato i loro yacht, hanno indossato preziosi orologi firmati – Gad Lerner fotografato sull’attico di casa con il polso ornato da uno splendido Rolex- e sono scesi in piazza per manifestare.

Legambiente, altre associazioni e l’Anpi hanno aderito ai cortei. Non mi risulta che i girotondi con tanto di magliette, magari bianco rosse e verdi, si siano mossi per manifestare a favore degli oltre 5 milioni di poveri assoluti, dei 15 milioni di poveri e dei milioni e milioni di disoccupati questa volta connazionali. Coloro che hanno indossato la maglietta rossa sono gli stessi che hanno voluto la cosiddetta “protezione umanitaria”, l’accoglienza senza se e senza ma (anomalia tutta italiana), in barba alle norma internazionali sui rifugiati? Sono sempre coloro che hanno voluto la dissoluzione della Libia con conseguente crisi migratoria verso l’Italia? Sono gli stessi che non hanno alzato un dito per contrastare l’ignobile nuova tratta degli schiavi e il business sulla pelle dei migranti?

I radical chic, è proprio vero, sono in crisi di visibilità. Manifestare con tanto di maglietta rossa è puro narcisismo dei buoni sentimenti, ma non pulisce la coscienza! Addirittura in una scuola di Palermo, per seguire l’esempio di don Ciotti, gli insegnanti di una commissione della maturità – forse dimenticando di essere pubblici ufficiali, non solo docenti – si sono presentati agli esami vestendo la maglietta rossa: sul ponte della scuola di Stato sventola ormai una bandiera, quella bianca. All’hashtag #restiamoumani io offro un significativo #restiamoitaliani, perché a noi nessuno può insegnare alcunché in fatto di umanità e accoglienza, checché ne dicano i vari girotondini in maglietta rossa e con buona pace di Ciotti, Bergoglio e compagni vari.

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