Nella crisi di Lazio Ambiente rischiano il posto 120 lavoratori (impiegati e operai)

“La vendita delle azioni di Lazio Ambiente non ha senso e il Consorzio Minerva senza impiantistica non funzionerà”. Questa volta a dirlo è la segreteria regionale della UILTEC Roma/Lazio. La sigla sindacale chiede a Regione e Comuni un piano regionale dei rifiuti che sia attento alle esigenze di tutti e punta il dito verso il nocciolo del problema: l’impiantistica della Regione. Sullo sfondo (ma in realtà è il vero fulcro nascosto della questione) c’è il tema della salvaguardia dell’occupazione.

Secondo calcoli provenienti da fonti sindacali aziendali, infatti, il mancato revamping avrebbe un effetto rilevante sull’occupazione. Le stesse fonti sindacali riferiscono che, in caso di mancato revamping, il personale che non sarebbe riassorbito dal costituendo Consorzio Minerva ammonterebbe a circa 40 impiegati, 15 o 20 “operatori di rete” e circa 70 lavoratori del comparto “termovalorizzatori”.

Nel totale, stando alle RSU aziendali, circa 120 lavoratori tra impiegati e operai. Tutto ciò non è però messo in chiaro dalla nota della UILTEC, come non è stato detto nelle settimane passate né dal Messaggero né da ilfattoquotidiano.it. Il rischio è che tutto ciò si perda tra un comunicato e l’altro, nel mare di parole che si stanno scrivendo su una crisi che dura da anni.

La nota del Sindacato: “L’inutile guerra politica sta determinando una situazione apocalittica”

Il Sindacato, in una lunghissima nota che trattiamo soltanto in sintesi, attacca tutti: Regione, Comune di Roma e Comuni della provincia, compreso quello di Colleferro. Enti che, senza un piano regionale dei rifiuti chiesto a gran voce dalla rappresentanza sindacale, “al di là delle chiacchiere e le buone intenzioni (…) non hanno prodotto nulla, hanno solamente sprecato milioni di euro sulla raccolta dei rifiuti senza mai dare un senso industriale a tutto ciò e alla stessa raccolta differenziata”. Il Sindacato chiede che si sviluppi “un’economia dei rifiuti senza creare nessun disagio e danno ai cittadini”, “producendo posti di lavoro e ricchezza come accade in altri paesi europei e Comuni d’Italia”.

“L’inutile guerra politica sui rifiuti tra il Comune di Roma, la Regione Lazio ed il resto dei comuni regionali non per ultimo il comune di Colleferro – afferma la UILTEC -, sta determinando una situazione apocalittica, con la sola certezza che gli uni contro gli altri non gioverà a nessuno e non produrrà nessun effetto positivo sia nei confronti dei “Cittadini Contribuenti” che di quei lavoratori legati al settore”.

“Come al solito il problema è l’impiantistica”

Il problema è come al solito l’impiantistica, oggi “costituita da quattro TMB (due comunali e due privati), qualche discarica sparsa qua e là tra le quali quella di Civitavecchia e di Colleferro (riaprirà tra qualche mese), quattro impianti di termovalorizzazione (due a San Vittore e due a Colleferro, questi ultimi di proprietà al 100% della Regione Lazio, in manutenzione per revamping ma di fatto bloccati dalla protesta dell’amministrazione locale semplicemente per una promessa elettorale fatta e dall’assoluta incapacità dell’amministrazione regionale di dire una volta per tutte sì o no alla ripartenza degli impianti)”.

“Questi impianti – prosegue la nota – dovrebbero sopperire alle carenze del Comune di Roma, che dal canto suo vorrebbe fare della raccolta differenziata spinta “Rifiuti Zero” un proprio cavallo di battaglia. Un cavallo zoppo visto che con la carenza impiantistica, aggravata anche dalla possibile non ripartenza degli impianti di termovalorizzazione di Colleferro, e dall’inesistenza di un piano regionale dei rifiuti la situazione può solamente peggiorare”.

“La vendita di Lazio Ambiente non ha senso e il Consorzio Minerva non funzionerà”

La soluzione, secondo il sindacato, è un confronto “tra tutte le parti in causa” per “costruire insieme un Piano Regionale dei Rifiuti che tenga conto di tutte le necessità”. “Allora cosa devono fare nell’immediato la Regione Lazio ed il comune di Roma – prosegue il Sindacato -, ossia gli attori principali di questa vicenda, di fronte a questa consapevolezza? La Regione deve capire che la vendita delle azioni della società Lazio Ambiente S.p.A. (società 100% della regione Lazio) allo stato attuale non ha senso, che il nascente Consorzio Minerva legato al comune di Colleferro senza un’impiantistica adeguata e “pronta all’uso” non funzionerà”.

“Dal canto suo – prosegue la nota – il comune di Roma deve uscire da questa situazione di ipocrisia, nella quale fa viaggiare i propri rifiuti qua e là per l’Italia e l’Europa affermando che questo è ambientalmente giusto. Non dimenticando che il comune di Roma è proprietario della società AMA che può essere un volano di un’imprenditoria moderna e che guardi allo sviluppo all’ambiente come ruolo centrale per lo sviluppo dell’economia di settore. Non occorre creare nuove discariche – conclude la Uiltec Roma/Lazio – , ma utilizzare al meglio quelle esistenti, magari per un breve periodo utilizzando quelle dei rifiuti speciali. Senza dimenticare che l’imprenditoria di settore, quella poca che esiste, va coinvolta in questo grande progetto di trasformazione. Uscire dalla crisi è possibile”.



Lascia un commento

Comments are closed.