Nel Parco dei Castelli i Carabinieri Forestali hanno sequestrato cinque lacci di acciaio utilizzati dai bracconieri per la caccia al cinghiale

I Carabinieri Forestali delle Stazioni di Velletri e Segni hanno eseguito nel complesso quattro denunce e diversi sequestri nell’ambito dell’operazione “re-call 4”, svolta nel mese di novembre insieme alla Lipu. L’operazione contro i richiami elettromagnetici per gli uccelli, vietati dalla legge perché ne disturbano il volo migratorio, è arrivata alla quarta edizione. Nell’intera provincia, come abbiamo scritto ieri, ha portato a 29 sequestri. Nell’ambito di quell’operazione, le Stazioni della nostra zona si sono distinte per diversi interventi eseguiti a La Cacciata, tra Artena e Valmontone, nel Parco dei Castelli Romani e a Nettuno.

In particolare, i Forestali di Velletri hanno denunciato due persone dei Castelli Romani proprio a Nettuno. A costoro i militari hanno sequestrato due fucili e i richiami elettronomagnetici. Uno di questi era installato su smartphone: malgrado sia legale avere queste app sul proprio cellulare, illegale è utilizzarle nella caccia. Un’azione di contrasto al bracconaggio è stata attuata anche nell’area protetta del Parco dei Castelli Romani. Lì i Carabinieri Forestali di Velletri hanno sequestrato cinque lacci di metallo predisposti per il bracconaggio di cinghiali, istrici e altri animali.

Altre denunce e sequestri sono stati eseguiti dai Forestali di Segni, intervenuti tra Artena e Valmontone nella zona de “La Cacciata”. Si tratta di cacciatore di Artena e uno di San Cesareo. Ad uno di loro è stato sequestrato un fucile, 2 munizioni e un richiamo elettromagnetico. Per questa persona è scattata la denuncia per esercizio venatorio con mezzi non consentiti. All’altro i Forestali hanno sequestrato 11 munizioni e lo hanno denunciato, appunto, per detenzione abusiva di munizioni.

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