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La Consigliera di opposizione non condivide le parole del vice sindaco Talone, che aveva definito “accanimento” l’azione dell’opposizione e dichiara: “Chi amministra ha il dovere di prendere le distanze da queste modalità di governo”
L’opposizione torna sul tema del futuro dell’Amministrazione. Nei giorni scorsi “Artena Cambia”, dopo aver chiesto le dimissioni dell’Amministrazione a seguito dell’indagine che ha coinvolto il Comune (leggila qui), si è rivolta alla Prefettura di Roma (qui l’articolo). A seguito delle dichiarazioni rilasciate dalla Carocci, il vice sindaco Loris Talone aveva confermato la volontà di andare avanti nell’Amministrare la città, definendo “accanimento” l’azione dell’opposizione, sottolineando che la maggioranza che governa Artena è “compatta e coesa” e affermando che “finché non c’è una sentenza nessuno è colpevole”. Le dichiarazioni di Talone non sono state gradite alla Carocci, che oggi ha replicato quanto segue.
“Apprendiamo che il Vice Sindaco di Artena, Loris Talone, sembri preoccupato per quello che lui definisce “accanimento” riguardo gli arresti del Sindaco e dell’Assessore ai Lavori pubblici. L’operazione Feudo ha messo in luce una serie di ipotesi di reato nella gestione pubblica ad Artena: concussione, falso in bilancio, abuso d’ ufficio, corruzione, truffa, soppressione, distruzione e occultamento di atti veri, favoreggiamento personale. Non saremo noi a dare giudizi di colpevolezza, lo faranno i giudici. Ma, indipendentemente dai tempi della giustizia, chi amministra ha il dovere di prendere le distanze da queste modalità di governo o si diventa complici. Non è questione di numeri per andare avanti, è questione di etica pubblica”.
“Se Talone pensa che è solo un problema di schieramenti e quindi di difesa del proprio gruppo, non andremo mai da nessuna parte. Quante altre sentenze dobbiamo ancora aspettare prima di renderci conto che è ormai insito nella nostra città un sistema di natura clientelare? Gli interventi di ordinaria amministrazione che stiamo vedendo in questi giorni, venduti sui social come se fino a ieri non fossero di loro competenza, non copriranno tutto quello che non è stato fatto negli ultimi sette anni. Oggi abbiamo il dovere di lavorare per ripristinare il senso di legalità che purtroppo abbiamo smarrito. Ecco perché siamo andati dal Prefetto: la farmacia, la gestione dei rifiuti, i 5 milioni di euro e il bilancio sono affare di tutti gli artenesi ed è giusto che sulla gestione di questi temi ci sia vigilanza e controllo. A maggior ragione oggi, dopo tutto quello che emerso. È questione di serietà”.
Prendendo atto delle dichiarazioni della Consigliera di opposizione, ci corre l’obbligo di precisare, a scanso di equivoci e a beneficio di un corretto dibattito, che “la farmacia, la gestione dei rifiuti, i 5 milioni di euro” non sono temi toccati dall’indagine giudiziaria.
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