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Più volte distrutto, bruciato e raso al suolo, l’abitato di Artena è sempre risorto: un convegno cerca di spiegarne le motivazioni

Perché dopo tante distruzioni Artena è stata sempre ricostruita sullo stesso monte? Tanti abitati del Lazio sono stati distrutti e mai più ricostruiti. Ma non Artena che è sempre andata in direzione ostinata e contraria. I motivi delle ricostruzioni furono ideologici? O si trattò solo di opportunità geografica e storica? A questa domanda proverà a rispondere il convegno di sabato prossimo, il 12 febbraio dalle 10 alle 13, organizzato all’ex Granaio Borghese di Artena.
Il convegno si intitolerà “Ex cinere resurgo, la forza del contesto” ed ideato dal prof. Massimiliano Valenti, direttore del Museo Civico Archeologico “R. Lambrechts” di Artena, nell’ambito delle attività di questa Istituzione e in collaborazione con l’Assessorato al Turismo, nella persona della dott.ssa Eleonora Palone.
La data, a ridosso del 14 febbraio, celebra i 7 anni della riapertura del museo, importante presidio culturale che, nonostante i problemi legati alle restrizioni delle attività dovute al Covid19, ha cercato di proporre in questi anni diverse attività (convegni, realizzazioni e presentazioni di libri, mostre, attività didattiche, visite guidate, dentro e fuori il Museo).
All’incontro culturale seguirà la presentazione della Guida del Museo (in corso di stampa), l’adesione al ciclo di conferenze del Museumgrandtour – Sistema Museale dei Castelli Romani e Prenestini, con un evento dedicato alla famiglia Borghese, un ciclo di presentazioni di libri promosso dal Gruppo Archeologico Artena in collaborazione con il Museo, e la creazione del Sito Internet del Museo, grazie alla vincita del Bando del Ministero della Cultura dedicato ai Piccoli Musei.
Il tema del convegno che si tiene ad Artena
L’incontro ha come titolo il celebre motto che compare alla base dello stemma di Artena e che fa riferimento alla rinascita dell’abitato dopo la distruzione del 1557: “Ex Cinere Resurgo”. La complessa vicenda storica di questa cittadina medioevale (con la premessa dell’abitato medio-repubblicano del Piano della Civita) è dunque assunta come spunto per affrontare il tema della continuità insediativa (o meno) in contesti sottoposti ad eventi più o meno traumatici (distruzioni, guerre, terremoti, semplici abbandoni, etc.).
Con un excursus piuttosto ampio e variegato, le relazioni (clicca qui per il programma) metteranno a confronto vicende storico-topografiche simili o nettamente distinte, nelle quali l’evolversi insediativo di una località è certamente legato agli eventi intercorsi, ma anche alle successive e conseguenti scelte effettuate (strategiche, topografiche, ma anche ideologiche, sociali, economiche). Perché un abitato viene abbandonato? Perché, invece, un abitato, anche dopo un evento traumatico distruttivo, viene ricostruito sullo stesso luogo?

Gli interventi saranno presentati da colleghi in rappresentanza di Istituzioni di prestigio, Italiane e straniere (Università degli Studi della Tuscia – Viterbo, Escuela Española de Historia y Arquelogía en Roma, Museo di Segni, Centro studi e documentazione di Cassino, Temple University), in una mattinata che si preannuncia assai interessante e originale. L’iniziativa, finanziata da Regione Lazio e Comune di Artena, nell’ambito della LR 24.2019 – annualità 2021, sarà organizzata con la consueta disponibilità e affidabilità del Gruppo Archeologico Artena.
