Artena torna a ricordare Padre Ginepro, sperando nella firma del Papa

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Oggi pomeriggio nel centro storico di Artena i fedeli tornano a celebrare la nascita e il martirio di Padre Ginepro Cocchi

padre ginepro cocchi

Oggi pomeriggio ad Artena si torna a ricordare Padre Ginepro Cocchi. 113 anni fa nasceva infatti il francescano morto martire in Cina. E per questo, su iniziativa del Circolo presieduto dall’architetto Augusto Dolce, alle 16.30 sarà celebrata una messa nella chiesa di Santa Croce con successiva deposizione di un omaggio alla lapide di fronte la casa del frate, in via Maggiore, nel centro storico artenese.

Padre Ginepro, figlio di Attilio e Italia Cioccali, fu missionario in Cina, per la quale partì dopo essere ordinato sacerdote (qui la sua storia). Durante la sua missione fu ucciso dai comunisti cinesi il 6 marzo del 1939. Da allora ad Artena si è sempre lavorato e sperato per la sua beatificazione.

Diversi anni dopo la sua morte, anche un altro frate di casa ad Artena rischiò di patire la sorte di Padre Ginepro. Si trattò di Padre Cerasa, che in terra asiatica andò per raccogliere le reliquie di Cocchi. Lì anche lui fu arrestato e incarcerato per sei mesi. Fu accusato di spionaggio internazionale ma alla fine riuscì a tornare in patria, portando con sé alcune reliquie, tra cui gli occhiali del frate.

Dopo tanti anni e dopo diverse testimonianze di affetto della popolazione di Artena, il processo di beatificazione di Ginepro è arrivato al termine nel 2010, in un periodo di forti tensioni tra la Chiesa romana e lo Stato cinese (leggi i rapporti). Da allora non si spera altro che la firma del Papa per dichiarare Padre Ginepro beato.

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