Sulla Biometano la Commissione chiede di ascoltare le comunità locali

Una elaborazione grafica della Biometano ipotizzata

L’assessore regionale Buschini ha disertato oggi pomeriggio l’audizione alla Commissione Ambiente e Rifiuti del Consiglio regionale del Lazio. Nella riunione hanno preso la parola i Consiglieri regionali Lupi e Panunzi e Bianchi, e gli invitati all’audizione: l’assessore all’Ambiente del Comune di Artena Carlo Scaccia, il Consigliere comunale artenese Silvia Carocci e il tecnico del Comitato No Biometano Artena, Giancarlo Ceci. Al posto dell’assessore regionale ai rifiuti sono intervenuti suoi delegati dell’Amministrazione regionale.

Durante la seduta, per quanto ci è stato riferito, l’assessore Scaccia ha sinteticamente affermato la contrarietà del Consiglio comunale di Artena, producendo la delibera approvata dal Consiglio artenese.

È quindi intervenuta la Consigliera Carocci che ha esposto le criticità ambientali dell’intervento: dalla presenza di inquinanti intorno al depuratore del Colubro che sarebbe insufficiente, all’inserimento di Artena tra i territori con una qualità dell’aria pari a quella di Roma; dall’inserimento del Comune nel Sito d’Interesse Nazionale (SIN) della Valle del Sacco e quindi con la necessità di bonifica, alle questioni urbanistiche sul sito interessato dal progetto fino alla necessità di effettuare una caratterizzazione del suolo. La stessa Consigliera ha inoltre ricordato la contrarietà del Comune di Lariano, espressa dal Consiglio comunale.

Il Consigliere Lupi ha chiesto quindi, alla luce della contrarietà politica e delle questioni ambientali emerse, la sospensione della conferenza dei servizi di domani, in attesa dell’approvazione del nuovo piano regionale sui rifiuti. Da parte dell’assessorato, invece, i delegati dell’assessore hanno affermato l’impossibilità di sospendere l’iter tecnico della conferenza dei servizi.

Domani si tiene quindi la terza riunione della conferenza dei servizi sul progetto della Biometano del Colubro.

In serata il comunicato ufficiale

La ricostruzione è confermata dal comunicato a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale del Lazio:

BIOMETANO, NO DI COMUNE E COMITATO
A seguire si è tenuta – sempre nel tardo pomeriggio e in commissione Ambiente – una seconda audizione, chiesta in questo caso da Simone Lupi (Pd). Argomento: il progetto di un impianto di biogas ad Artena, in contrada Colubro, non lontano da Lariano. Lupi, considerato che si stanno valutando fabbisogni e nuovo piano rifiuti, ha chiesto se fosse il caso di sospendere i progetti per nuovi impianti. Domani è infatti prevista la terza conferenza di servizi promossa dall’area valutazione impatto ambientale (Via) della Regione sul progetto di un’azienda per la produzione di metano dagli scarti organici. Un tavolo che – come hanno spiegato per conto dell’assessorato guidato da Buschini, Daniele Fortini e Lucio Migliorelli – non è tecnicamente possibile rinviare, ma al quale siedono diversi soggetti. Il piano rifiuti, poi, non può pianificare in materia di flussi di differenziata, c’è libero mercato, e la Toscana che ha tentato di intervenire adesso attende il giudizio della corte costituzionale. La Regione, secondo Fortini, può però operare per la prevenzione e far sì che l’organico (un milione di metri cubi l’anno nel Lazio sui tre totali) non diventi rifiuto. Gran parte degli interventi saranno orientati a sostenere compostaggio domestico, di comunità e di prossimità. Quanto alla volontà del territorio e delle popolazioni non potrà essere ignorata.

“Si deve tener conto delle comunità locali”, ha detto Panunzi. “I territori hanno diritto di rivendicare la qualità del ‘ben-essere'”, ha sottolineato Daniela Bianchi (Si-Sel). Una volontà contraria che il comune di Artena ha espresso con una deliberazione all’unanimità, consegnata alla commissione dall’assessore all’Ambiente, Carlo Scaccia. A ricostruire la vicenda e le incogruenze la consigliera comunale Silvia Carocci: “È dovere della Regione intervenire”, ha detto, chiedendo la sospensione della conferenza dei servizi. La fissazione di regole per dislocazione di questo genere di impianti, tra gli altri elementi rappresentati, è stata invocata dal Comitato No Biometano Artena, per conto del quale è intervenuto in commissione Ambiente Giancarlo Ceci.

La Biometano del Colubro, con le sue 66500 tonnellate annue di rifiuti (57.500 t/anno di FORSU + 9.000 t/anno di verde) trattati con tecnologia anaerobica, sarebbe anche incoerente con le linee guida proposte dall’associazione Zero Waste Lazio. Citiamo ancora dal comunicato dell’ufficio stampa del Consiglio regionale su una precedente audizione avvenuta oggi:

Stop agli inceneritori, tanto di nuova costruzione quanto quelli di Colleferro e San Vittore. Riduzione dei rifiuti, con iniziative di comunicazione e centri di riuso. Prevedere per riciclo e recupero delle frazioni secche e umide sub ambiti e bacini territoriali – anche interprovinciali – di circa 250 mila abitanti. Puntare sul recupero di materia, con centri di riciclo e impianti di compostaggio di piccola e media taglia, entro le 30 mila tonnellate l’anno, privilegiando quelli aerobici e nei piccoli centri quelli elettromeccanici o di comunità. Per lo smaltimento in discarica, invece, andrebbero previsti ambiti a carattere provinciale. Prima di arrivare a tutto questo, nella fase transitoria, la Regione potrebbe già uscire dalla fileria dell’incenerimento, smettendo di produrre CDR/CSS destinato a esser bruciato e riconvertendo gli impianti di trattamento meccanico biologico (Tmb) alla produzione di “plasmix”, una miscela di plastica di diversi tipi.

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