In Consiglio ci sarà o no Sara Centofanti? Politica e avvocati si stanno confrontando in una battaglia aspra

La trattazione della mozione di sfiducia in Consiglio ci sarà il 14 febbraio prossimo. Dopo la convocazione dell’Assise da parte del Prefetto i Consiglieri non avevano scelta. Semmai c’era la possibilità di tenere il Consiglio in seconda convocazione (quando il quorum per la validità della seduta è più basso) piuttosto che in prima. Ma a fugare ogni dubbio è intervenuto ieri il Sindaco Angelini dichiarando che “rispetteremo la volontà del Prefetto” andando in Consiglio il 14.

Ecco le parole del Sindaco: “La Prefettura ha oggi risposto alle richieste delle opposizioni, negando di cambiare il decreto di convocazione del Consiglio comunale – ha affermato ieri Felicetto Angelini in una nota -, per inserire la presa d’atto della sentenza del Tar sulla Consigliera assenteista prima della mozione di sfiducia. Davanti a questa decisione, se la convocazione del Consiglio non sarà sospesa come abbiamo chiesto al Tar, non possiamo far altro che rispettare la volontà del Prefetto e discutere la mozione il 14 febbraio, anche se avremmo preferito attendere l’esito del ricorso al Consiglio di Stato sulla riammissione della Consigliera assenteista a discapito del Consigliere Valeri. Una cosa deve essere chiara in tutta questa triste vicenda: la mia Amministrazione è solo spettatrice di un dramma che stanno scrivendo, da soli e frettolosamente, alcuni Consiglieri di opposizione, più interessati a far commissariare il Comune che al bene del popolo artenese“.

Al di là delle critiche politiche, cosa significa tutto ciò? Sembra intendersi che il 14 febbraio si andrà in Consiglio senza Sara Centofanti, per la quale non è ancora stata messa all’ordine del giorno la reintegrazione a seguito della sentenza del Tar. Su questa prospettiva la politica si sta confrontando, per mezzo di avvocati e carte bollate. In particolare i Consiglieri di opposizioni si stanno confrontando con la Prefettura che ha convocato il Consiglio.

Questo perché con il Decreto Prefettizio la convocazione del Consiglio sarebbe stata disposta per Marco Valeri e non per Sara Centofanti. Le opposizioni si sono quindi rivolte al Prefetto chiedendo di “rettificare” la convocazione, facendo presente la sentenza del Tar. Dalla Prefettura ieri è arrivata una risposta non del tutto chiara che, stando alle dichiarazioni del Sindaco, escluderebbe la convocazione della stessa Centofanti da parte della Prefettura. Nella lettera del vice prefetto che si occupa della cosa, si prende atto della sentenza del Tar e del Decreto cautelare del Consiglio di Stato (a cui ha fatto ricorso Valeri) ma si osservano anche due fatti: che l’esecuzione della sentenza è rimessa al Comune e che alla Prefettura non risulta alcuna comunicazione sulla reintegrazione della Centofanti al posto di Valeri. Una nota che sembra da una parte individuare la responsabilità dell’amministrazione nel reintegrare la Centofanti, dall’altra pare propendere per la necessità di una presa d’atto della sentenza del Tar da parte del Consiglio in luogo della reintegrazione “automatica” sostenuta dalle opposizioni.

La battaglia ingaggiata in questi giorni dai firmatari della mozione di sfiducia mira a questo punto a far integrare dal Prefetto l’ordine del giorno del Consiglio comunale, inserendo la presa d’atto della sentenza del Tar prima della votazione della mozione di sfiducia. Se ciò non avvenisse, la sfiducia andrebbe verso la bocciatura e chi vuole “buttar giù” il Sindaco dovrebbe tornare a presentare una nuova mozione dopo la reintegrazione del Consigliere Sara Centofanti, mentre il tempo corre verso le elezioni di maggio.

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