Gli italiani hanno fatto tante donazioni tramite il numero 45500 e ora che c’è stato un altro terremoto ci sono ancora soccorsi in ritardo e emergenze irrisolte.

Tutto ciò perchè i soldi donati non bastano o non si sa dove sono? No. È una bufala!

I problemi nei soccorsi ci sono ma, sulle donazioni raccolte, la verità in questo caso è scomoda per i complottisti e per tutti coloro che gridano sempre allo scandalo. A loro sarebbe stata più comoda una truffa. E allora diciamolo più chiaramente: questa dei 28 milioni di euro “spariti” è l’ennesima bufala che gira in rete. In tanti l’hanno presa per vera eppure i soldi donati sono utilizzati esattamente per le finalità che erano state dichiarate. Lo stesso Dipartimento di Protezione Civile è dovuto intervenire per fare chiarezza e riaffermare dove sono i soldi donati dagli italiani. Ecco il comunicato:

In riferimento alle nuove errate informazioni che circolano soprattutto sui social in merito all’utilizzo delle donazioni raccolte attraverso il numero 45500, si precisa che, come indicato anche nel Protocollo che ne disciplina il funzionamento, queste serviranno per supportare la ricostruzione dei territori colpiti. Per la fase di gestione dell’emergenza, infatti, sono destinate tutte le necessarie risorse attraverso i fondi pubblici. In particolare, in questa emergenza, come disposto dal decreto legge 189 convertito, le donazioni confluiranno nella contabilità speciale del Commissario straordinario alla ricostruzione e saranno gestite passando dal controllo di un Comitato dei Garanti, come prevede proprio il Protocollo. Saranno i territori a valutare, in raccordo con Regioni e Commissario e sulla base delle esigenze valutate nell’ambito del più complessivo piano della ricostruzione, a indicare su quali progetti destinarli. Lo stesso vale per le somme raccolte attraverso il conto corrente aperto dal Dipartimento

Dunque mentre per le emergenze lo Stato sta intervenendo con soldi che già ha (cioè con le risorse delle tasse) tutti i soldi delle donazioni, come già affermato in un comunicato, sono in un fondo dello Stato e serviranno alla ricostruzione; la relativa rendicontazione provvisoria è disponibile sul sito della Protezione Civile. A stabilire come dovranno essere usate quelle donazioni è un documento firmato già prima dell’avvio della raccolta.
Passata l’emergenza e avviata la ricostruzione, un giorno si dovrà verificare se quei soldi saranno utilizzati con parsimonia, trasparenza ed efficienza ma, nell’attesa, con buona pace dei complottisti la vicenda non registra anomalie, stranezze o complotti e la “sparizione” delle donazioni è soltanto l’ennesima bufala a cui tanti hanno creduto.
Quanto al titolo di questo articolo, probabilmente se fosse stato un titolo “normale” forse non lo avreste letto.
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