Questa mattina, 30 novembre, il primo cittadino di Colleferro ha convocato i Sindaci del territorio davanti la discarica di Colle Fagiolara per ricordare l’imminente chiusura del sito. I Sindaci non accetteranno alcuna proroga oltre quella del 15 gennaio

La sera del 15 gennaio saremo davanti i cancelli della discarica. Non accetteremo alcuna proroga. Colle Fagiolara finisce qui, si chiude”. Così il Sindaco di Colleferro, Pierluigi Sanna ha iniziato l’assemblea tra i Sindaci del territorio organizzata dentro l’aula magna dell’IPIA, la scuola superiore che dista cinquanta metri dalla discarica di Colle Fagiolara. Dopo la convocazione di oltre 15 Sindaci davanti la discarica, nell’aula magna si è aperto un dibattito che ha avuto al centro due questioni: l’ordinanza regionale emanata la sera del 27 novembre e la linea politica della Sindaca di Roma Virginia Raggi che punta a mantenere il sito di Colleferro per tutto il 2020.

L’ordinanza della Regione e la posizione dei Sindaci del territorio

L’ordinanza del 27 novembre, firmata dal governatore Zingaretti, impone a Roma Capitale di trovare un sito dove conferire i rifiuti entro cinque giorni. “Allo scopo di garantire la continuità del servizio di trattamento dei rifiuti – si legge nell’ordinanza – in ragione dell’approssimarsi del termine di esercizio dell’impianto di smaltimento di proprietà dell’azienda Lazioambiente S.p.a. presso il Comune di Colleferro”, si ordina “di costituire, con effetto immediato una struttura tecnica composta da 3 rappresentanti individuati rispettivamente dalla Regione Lazio, dalla Città Metropolitana di Roma Capitale e da Roma Capitale, avente il mandato di predisporre, entro 5 giorni dalla notifica dell’ordinanza, il documento tecnico contenente gli elementi preordinati all’individuazione di uno o più siti, ovvero impianti, sul territorio di Roma Capitale, da destinare a operazione di smaltimento per i rifiuti derivanti dal trattamento dei rifiuti solidi urbani”.

La linea di Virginia Raggi: “Tenere aperta la discarica di Colleferro”

La Sindaca di Roma deve individuare un sito di smaltimento, e lo deve fare in fretta. Una linea che Virginia Raggi non sembra voler eseguire: il giorno dell’approvazione dell’ordinanza la Sindaca ha protestato in consiglio regionale perché secondo la Raggi “nel 2020 la discarica di Colleferro deve rimanere operativa”. Opzione difficilmente praticabile, sia dal punto di vista politico e sociale, considerati i livelli di mobilitazione del territorio, sia dal punto di vista tecnico: le volumetrie della discarica stanno terminando. Resterebbero, secondo quanto riportato dal Piano rifiuti, circa 100 mila tonnellate di rifiuti da poter conferire. Ma di ulteriori proroghe non se ne parla. Durante l’assemblea di questa mattina i Sindaci della zona hanno ribadito che oltre il 15 gennaio non accetteranno alcuna modifica o proroga. Il primo cittadino di Paliano Domenico Alfieri nel suo intervento ha dichiarato: “Saremo con il Sindaco di Colleferro, il 15 gennaio ci troveranno davanti i cancelli della discarica. La comunità di Paliano ha subito troppo dalla presenza della discarica. Colle Fagiolara ha compromesso e danneggiato la Selva di Paliano”.

I Sindaci riuniti nell’aula Magna dell’IPIA per fare il punto sulla discarica di Colle Fagiolara

La linea dei Sindaci del territorio è quindi quella di far rispettare l’ordinanza regionale e di scongiurare qualsiasi altra proroga. Durante l’assemblea il vice presidente dell’ANCI Lazio, Gianpaolo Nardi, Sindaco di Castel San Pietro Romano ha proposto di fare un’assemblea regionale proprio a Colleferro, per discutere dell’emergenza rifiuti e delle questioni che interessano le aree fuori Roma. Anche la consigliera regionale Eleonora Mattia (PD) ha avanzato l’idea di riunire a Colleferro la commissione ambiente della Regione, presieduta da Marco Cacciatore (M5S).

Mentre si attende da Roma il nome di una località dove conferire l’immondizia, continua a essere esplorata la strada degli impianti all’estero ( come il Portogallo), ma il problema resta il ciclo dei rifiuti di Roma, capitale europa che a livello impiantistico e di raccolta differenziata non riesce a raggiungere l’autosufficienza.

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