Velletri, Casale di Velletri, Colle Cagioli, Lariano, Macere, Artena-Valmontone, Colleferro-Segni-Paliano: erano queste le fermate della ferrovia Velletri – Colleferro.

La linea ferroviaria fu aperta nel 1862 e chiusa definitivamente nel 1963. 23 chilometri di binari che ora corrono nei ricordi, nelle foto ingiallite e negli archivi dedicati al mondo dei treni, come i database Ferrovie abbandonate e Le strade ferrate, portali online dove trovare informazioni sulla storia della rete ferroviaria italiana, sui binari che non ci sono più, linee incompiute e varianti di tracciato.

La storia della linea

La Velletri – Colleferro nacque originariamente come collegamento della Roma – Cassino, una delle prime linee ferroviarie dell’Italia unita. Su strade ferrate, Rocco della Corte e Rosario Serafino hanno ricostruito con dovizia di particolari il tracciato originale di questa linea: “Quando si decise di collegare le due importanti città, il progetto prevedeva di unire Ciampino a Capua sfruttando le linee già esistenti fra Roma e Ciampino e fra Napoli e Capua. Venne scelto un percorso che da Ciampino raggiunse Velletri, il più popoloso fra i comuni dei Castelli Romani, e Segni-Paliano (oggi Colleferro-Segni-Paliano) per poi procedere verso la Campania. Il collegamento fra Ciampino e Ceprano, attraverso Velletri e Segni Paliano, venne inaugurato il 1° dicembre 1862. Le locomotive utilizzate erano quelle a vapore del gruppo 870, poi 875”.

A fine maggio del 1892 venne aperto un nuovo tratto ferroviario da Ciampino a Colleferro via Palestrina sul quale verranno fatti viaggiare i treni da Roma per Caserta. Con questo intervento la Velletri-Colleferro venne quindi relegata a collegamento locale. La linea aveva un solo binario e il raddoppio previsto non venne mai realizzato. Esclusa Velletri, visto il ruolo ormai marginale, nel dopoguerra la linea non venne neanche elettrificata.

Sempre su Strade ferrate Serafino e Della Corte ricordano il percorso di questa linea: “Il percorso della linea non era molto tortuoso e attraversava le campagne veliterne prima di deviare verso Artena. In uscita dalla stazione di Velletri costeggiava la S.S. Appia prima di voltare a destra e inoltrarsi nella campagna dove in un paesaggio all’epoca incontaminato il treno sbuffava vapore indisturbato. Il primo tratto di circa 8 km era prevalentemente rettilineo e affiancato alla linea per Terracina da cui si discostava poi nei pressi della fermata di Casale di Velletri. Avanzando per oltre 5 km toccando prima la fermata di Colle Cagioli e poi la stazione di Lariano, la linea si inerpicava nei boschi attraversando il parco dell’Ontanese (oggi accessibile solo passando sotto l’ex ponte ferroviario) e raggiungeva Artena dove il fabbricato viaggiatori è oggi sede di un albergo intitolato alla vecchia ferrovia. Da lì, pochi chilometri e si giungeva a Colleferro, sullo storico binario 1“.

I decreti di chiusura del Presidente della Repubblica

Il trasporto su gomma, le corriere e l’aumento di mezzi privati contribuirono a diminuire il flusso di viaggiatori sulla Velletri-Colleferro, così nel 1957 si arrivò alla decisione di procedere con la chiusura della tratta. Il decreto del Presidente della Repubblica del 3 marzo del 1958 chiuse definitivamente la tratta da Colleferro a Lariano, lasciando solo Velletri-Lariano, che continuò a operare come raccordo merci fino al 1965. L’anno dopo arrivò la soppressione finale, con un altro decreto, quello del  7 aprile 1966, n. 337.

La fermata di Artena

Di questa linea ferroviaria resta ben poco: all’uscita della Stazione di Colleferro ci sono un centinaio di metri di binario, visibili affianco alla linea per Roma. A Valmontone invece, la stazione originariamente chiamata Artena – Valmontone è oggi un Hotel che si chiama per l’appunto “La Vecchia Stazione”.

Itinerari sulle ferrovie dismesse

Diverse linee ferroviarie dismesse sono diventante piste ciclabili, tratti abbandonati di vecchie strade ferrate sono stati trasformati in itinerari di viaggio per passeggiate ed escursioni. Quest’anno Ferrovie dello Stato ha curato una nuova edizione dell’Atlante delle Ferrovie dismesse uscito nel 2016. Nella pubblicazione c’è un focus sui fabbricati più significativi di ogni linea: edifici dismessi e disponibili per il riuso, quali ex stazioni (fabbricati viaggiatori), magazzini merci, case cantoniere; sono documentati con immagini fotografiche ed altre informazioni che possono portare ad immaginare le nuove possibili destinazioni a servizio del ciclista, di chi va a piedi, o più in generale per l’accoglienza dei turisti. Questa mappatura consegna in molti casi un andamento lento, un ritmo più contenuto, capace di accompagnare i viaggiatori alla scoperta di un’Italia poco conosciuta, ma comunque ricca di patrimonio naturale e culturale. Una geografia attraversata da binari e stazioni, proprio come la Velletri-Colleferro.

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