
A marzo, aprile e parte di maggio siamo stati reclusi in casa per il covid-19. Mi pare che nessuno si sia davvero preoccupato dei danni psicologici per anziani e bambini, dell’ansia di artigiani, commercianti e famiglie, nessuno ha pensato prima ai danni per l’economia che si stavano creando. C’è qualcosa di davvero irragionevole in tutto ciò, soprattutto se si pensa che l’80% dei contagi da sars-cov-2 si sono verificati nelle sole regioni del nord (e anche lì solo in alcuni territori).
Ci hanno fatto vedere immagini terrificanti di persone che sanificavano strade, marciapiedi e bancomat. I virologi accreditati dai grandi media sono passati dal dire a febbraio che eravamo a “rischio zero” per poi dire che stavamo vivendo “una guerra”. Oggi che lo Stato non ce la fa più a sostenere miliardi di euro tra sussidi e mancate entrate, ci si rimanda a lavorare. Oggi ancora i virologi ci dicono che “forse il lockdown è stato inutile” (leggi questo articolo dell’Agi) perché “i clusters più grandi di contagi avvengono in ambienti non protetti dalla chiusura (case di riposo, ospedali, famiglie, industria della conservazione della carne, ecc.), mentre i contagi in altri ambienti sono rari”.
L’impossibilità di conoscere i nomi delle persone contagiate (e quindi le catene di contagio) ha inoltre dato in mano alle autorità un potere enorme, quasi magico. Il potere di far credere alle persone che questo virus colpisse in modo indiscriminato, come fosse portato dal vento. Se in alcuni ambienti si è scatenato un clima da caccia alle streghe è anche a causa di alcune autorità che non hanno spiegato queste dinamiche territoriali, intimorendo e basta, invece di far capire che tali contagi da covid-19 passano tramite i rapporti familiari o tra pazienti e operatori sanitari, o comunque tra persone a stretto contatto.
Le indicazioni più sensate contro il covid sono state le stesse utilizzate contro la Spagnola: lavarsi le mani, isolarsi se si sta male, mantenere la distanza di sicurezza, usare la mascherina se si hanno sintomi. Poi la lotta al coronavirus è sfociata in cov-idiozie. Siamo partiti con il lavarsi spesso le mani e siamo arrivati a mettere i guanti sui guanti in alcuni supermercati. Siamo arrivati a sanificare l’asfalto e i marciapiedi, a disinfettare le buste della spesa e a riempire i cestini di plastica che inevitabilmente inquinerà (a proposito, a qualcuno è già venuto in mente di trattare guanti e mascherine come rifiuti speciali?).
Abbiamo usato un elicottero per dire a un passante di non camminare in una spiaggia deserta. Abbiamo iniziato che la mascherina la dovevano indossare solo i malati, poi siamo passati a doverla indossare solo se non riuscivamo a tenere la distanza interpersonale, oggi siamo guardati male se camminiamo da soli senza mascherina e c’è chi inizia a vendere le mascherine per mangiare. Siamo passati dal fare denunce a iosa a ingaggiare volontari per controllarci tra noi (come si faceva alle elementari), mettendo gli uni contro gli altri. E dopo tutto questo, oggi ci dicono che questo virus girava già a novembre in Francia, che in Liguria questo virus era arrivato a dicembre e che milioni di italiani potrebbero già aver avuto e superato questo virus cosicché il suo tasso di letalità sarebbe enormemente più basso.
Ora che le cose vanno meglio, che la situazione nelle RSA è stata raddrizzata anche senza vaccini o cure, che la sanità pubblica ha capito in che modo non far passare il virus tramite il personale sanitario, che gli italiani hanno ulteriormente dimostrato disciplina e ragionevolezza, mi chiedo quando finiranno le imposizioni irragionevoli o le messe alla gogna delle persone che in città escono di casa e si trovano nelle strade a passeggiare (dove dovrebbero andare scendendo da quei palazzoni?). Mi chiedo se non sarà stato irragionevole lo stress che ci è stato causato dal covid e che continuerà per la paura della disoccupazione e della crisi. Mi chiedo se ci diranno quanti sono i morti nelle RSA e nelle case di riposo e perché non si sono difese per tempo quelle persone a rischio. Mi chiedo se qualcuno pagherà per tutte quelle persone morte perché hanno avuto paura di andare in ospedale o perché non hanno ricevuto con tempestività i trattamenti sanitari adeguati. Mi chiedo se continuerà a stare al suo posto chi è stato e continua ad essere inadeguato nel gestire questa emergenza, chiudendo anche quei territori che hanno avuto zero contagi o contagi che si contano sulle dita delle mani.
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