Ad Artena tra maggioranza e opposizioni il confronto è scaduto nell’insulto. Col sindaco che in pubblico ha dato degli “scemi” a coloro che hanno firmato la mozione di sfiducia (si veda la diretta Facebook disponibile sulla pagina La Tribuna) e tre Consiglieri di opposizione che hanno risposto con “Liberiamo Artena dai cialtroni”. Tra i due episodi (ma anche prima) si sono inserite espressioni da lite in famiglia con rimandi a vicende più o meno lontane nel tempo, minacce di ricorso alla Procura e controaccuse di “sciacallaggio”.

E’ questo il livello della comunicazione politica locale, che si sta progressivamente massificando in una curva discendente che converge verso le elezioni amministrative di maggio. Di questo livello è politicamente figlia anche la lettera minatoria recapitata al Sindaco che, dramma nel dramma, era pura sgrammaticata. Come diceva Gaber, il livello si abbassa pian piano sempre di più, finché non ci “ritroveremo tutti scemi allo stesso modo”.

Mi aspetto quindi che la discussione passi presto dall’insulto al lancio dei piatti e degli stracci dalla finestra. Magari con l’accusa reciproca “hai cominciato prima tu”, in un vortice sempre più risalente nel tempo (magari, perché escluderlo?, fino alle elezioni del 1990 o prima ancora).

E mentre la politica muore e gli animi si incattiviscono, i politici si estraniano dal popolo e tutto diventa noioso. Perché se può anche essere divertente stare a guardare una lite in famiglia, dopo un po’ risulta penosa, stucchevole e lontana dall’interesse comune, come certe dirette streaming di alcuni partiti nazionali. Meglio invece darsi una calmata, tornando a toni più consoni, ed evitare una rissa che, se avverrà, sarà senza dubbio “rissa annunciata”.

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