
Da più di un mese ad Artena siamo in attesa, anche se non si sa bene cosa si attende. Forse la venuta del Salvatore. Intanto la situazione non mi pare migliorata, casomai annoiata e assopita. Ciò che regna è la stasi. Come ho già ho detto, il Comune si trova in una situazione così difficile che né un Commissario né una sola parte in gioco potranno risolvere qualcosa. Ora non mancano “solo” alcuni responsabili degli uffici comunali, c’è anche da adempiere alle indicazioni date dalla Corte dei Conti.
Dopo la sbornia delle polemiche seguite all’operazione Feudo, siamo ad un punto morto perché, com’era prevedibile, l’amministrazione non si dimette e l’opposizione non ha la forza di costringerla a farlo. La verità è che si stenta anche a fare l’ordinario con lavori che non partono, uffici che non carburano e una politica che non fa politica. Passato il fervore del momento, forse conviene mettere da parte le guerre partigiane per fare l’interesse di tutti. Cioè avviare i lavori tanto attesi, rimettere in sesto gli uffici comunali, assegnare celermente i buoni spesa, fare un bilancio preventivo condiviso e ragionevole, ricostruire un ufficio tributi che riscuota le tasse. Si faccia cioè il minimo sindacale insieme. Poi quel che verrà si vedrà.
Purtroppo però in questa situazione così difficile non vedo emergere nuovi leader che siano in grado di unire e trovare una soluzione praticabile per pacificare le principali anime della comunità e dargli futuro. Mi sembra invece che ancor di più stia vincendo la politica del “tanto peggio, tanto meglio” e che si cerchi di tirare l’acqua al proprio mulino, perdendo anche un po’ di senso della misura. Addirittura c’è chi cerca di dare un valore rilevante a bazzecole e chi si perde in valutazioni molto opinabili su una presunta illegalità che sarebbe più o meno diffusa in base al territorio. Entrambi rischiano, a vari livelli, il ridicolo.
Purtroppo la verità è che da una parte come dall’altra si naviga ormai a vista. Si cammina nella folla e non sembra esserci nessuno più alto degli altri che sia in grado di vedere più lontano e indicare la strada. Diciamo che ci sono solo molte persone mediamente alte ma nessun gigante. Si è alle prese con il vicino che spinge, quello che non ti fa passare e quello che ti si pianta davanti al cammino. Intanto si perdono di vista le cose importanti. Se solo qualcuno si rendesse conto di non riuscire a svettare, potrebbe fare come Zaccheo, ricco pubblicano di bassa statura: arrampicarsi su un sicomoro e vedere oltre. Farebbe un servizio a sé e a tutti, tirandoci fuori dall’impasse.
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