Gran parte della manovra economica del governo a trazione 5 stelle si basa sulla guerra ai “furbetti”. Fin qui non ci sarebbe nulla di stano o di sconveniente, anzi. Ma la trovata penta stellata nasconde in verità una… furbata che ha come motivo principale quello di coprire un imbroglio, neanche di poco conto. Insomma, la lotta ai furbetti è una “divagazione”, un “sedativo”, un “sonnifero”, un “anestetico” somministrato ai cittadini per confondere le idee: qui sta l’imbroglio, cioè nell’elargire una montagna di denaro pubblico, il cosiddetto “reddito di cittadinanza”, per un classico tornaconto elettorale. I più vecchi dei lettori ricorderanno nelle elezioni di qualche decina di anni fa la distribuzione di una scarpa spaiata prima del voto e la consegna dell’altra dopo il voto, oppure della distribuzione di pacchi di pasta in cambio di voti, o il taglio di banconote per consegnarne una prima e una dopo l’elezione.

Questo” reddito” andrà nelle tasche di pochi poveri ma di tantissimi evasori, di malavitosi e di lavoratori in nero. E se si pensa che di circa una settantina di miliardi è il tesoro sommerso in mano alla criminalità il conto è presto fatto, e non sono certo costoro i veri poveri ma senza alcun dubbio sono i veri elettori. Almeno una gran parte di loro. Oltre i veri poveri – una cifra a tutt’oggi non quantificabile con certezza perché mai controllati se non attraverso l’Isee o la dichiarazione dei redditi o altri documenti simili, che lasciano però il tempo che trovano – nel Sud Italia ci sono milioni di cittadini che si aspettano il… miracolo penta stellato con il “reddito di cittadinanza”. Ma tutto questo sono quisquilie, pinzillacchere direbbe a proposito il grande Totò.

Intanto il Patto Macron-Merkel punta a escludere l’Italia dalle risorse europee, il condono fiscale è diventato… tombale, Di Maio scioglie le briglie alla Guardia di Finanza (che non avrà più il via libera da parte della magistratura) per il controllo dei conti dei cittadini, aumentano le tasse anche sulle “bollicine” e sui tabacchi (per ora solo su questi), e salgono le addizionali Irpef per Regioni e Comuni. E’ il cambiamento, bellezza. Sì, ma in peggio! Senza contare il rischio di un salasso da parte dell’U.E. per la procedura di infrazione a causa dei nostri conti sballati. Lo stesso ministro Savona ha definito “grave” la situazione italiana. Non ci resta …che piangere e speriamo in un miracolo. L’Altissimo ci ascolterà? Ma presto che è tardi!

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