Ho letto alcuni giorni fa su un giornale – ma non so quanti abbiano informato i propri lettori – che è in netto calo l’8 per mille devoluto a favore della Chiesa cattolica e ciò sarebbe veramente l’inizio della fine. Naturalmente per la Chiesa è un colpo non indifferente se in circa sette anni ci sono state 2 milioni di crocette in meno! Un giornalista ha affermato che stanno suonando le campane a morto. Certo che le chiese in questi ultimi tempi si stanno spopolando e questo è un dato di fatto, anche se il fenomeno è molto più accentuato soprattutto nelle grandi città.

Il rigetto di una parte – per fortuna piccolo per adesso – dei fedeli verso la Chiesa fortemente politicizzata di Francesco I, in contrasto con il sovranismo e populismo dell’attuale governo, ha una sua motivazione, anche se molti non lo riconoscono, con l’ossessionante immigrazionismo e occhiolino ai musulmani di Bergoglio. Ma i numeri dati dal Dipartimento delle Finanza sono lì indiscutibilmente nero su bianco e la matematica – almeno per ora – non è un’opinione.

Insomma, il papa “venuto dalla fine del mondo” ha sollecitato soprattutto in questi ultimi tempi in molti cattolici una profonda repulsione verso i documenti ufficiali e ufficiosi trovandoli sotto alcuni aspetti inquinati di eresia e non ispirati al cristianesimo (vedi lettere di alti prelati in contrasto perenne con i dictat teologici e/o sociologici papali).

Una cosa è certa: molti, sentita l’omelia invasionista del papa alla Messa a porte chiuse del 9 luglio (in occasione del 6° anno della sua visita nell’isola di Lampedusa) riservata e dedicata ai profughi, a Dipartimenti e Dicasteri vari interessati all’immigrazione, una Messa ad personam di una valenza pericolosamente politica – a proposito, non mi risulta che dal papa sia stata mai celebrata una Messa esclusiva dedicata alle centinaia di migliaia di Cristiani uccisi nel mondo in questi ultimissimi anni, papa Bergoglio regnante!- si sono fortemente risentiti.

Preghiere per tutti, per i migranti morti nei bombardamenti a Tripoli, negli attentati in Afghanistan, in Burkina Faso e nel Niger, per i morti musulmani meno per quelli cristiani in tante parti del mondo. E il risultato è quello che ho descritto prima. Un giornalista cattolico ma non appiattito sulle tesi papali si è posto una domanda: di fronte a una scelta devastante i cattolici sceglierebbero il Vaticano o il Vangelo? Io credo il Vangelo.

Ecco a tal proposito vorrei ricordare le frasi illuminanti pronunciate sull’immigrazione tout court da San Paolo “…e voi padri non esasperate o vostri figli (vero papa Francesco? ndr)… e….finché ne abbiamo l’opportunità facciamo del bene a tutti: ma specialmente ai fratelli di fede…” e da quel Santo di Papa Giovanni XXIII “…la carità si dovrebbe fare nei limiti del possibile e del conveniente…”. L’ONU e l’UE sarebbero ben felici di accogliere un papa… laico tra le loro fila. E così sia!

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