Copia originale    Stelle: 4 su 5 Genere: Biografico    Durata: 106 minutiCinema: Al fellini di Grottaferata

New york, primi anni novanta. Lee Israel è una scrittrice che fa fatica a pagare l’affitto, ormai è da anni che non viene
apprezzata e che non riesce a pubblicare libri.
In parte per il suo carattere, in parte per la sua poca voglia di rischiare e mettersi in gioco.
Lee si trova in grandi guai, in ritardo con i pagamenti e con la gatta (unica amica) morente, trova una lettera scritta dalla famosa attrice Fanny Brice e la rivende a buon prezzo. Qui trova l’idea per sbarcare il lunario: scrivere, e poi vendere false lettere di personaggi famosi a caro prezzo. Dopotutto Lee è una biografa di vecchia data, ed è in grado di immedesimarsi facilmente in personaggi celebri. Nel frattempo conosce Jack Hock, un uomo poco raccomandabile e dai mille vizi, l’uomo la aiuterà a realizzare soldi facili ed ingannare i collezionisti.


La regia è di Marielle Heller, il merito della regista è quello di raccontare con maestria un personaggio, Lee, difficile da raccontare e da digerire, visto il carattere schivo ed odioso.
Oltre a  saper farci appassionare al personaggio, la storia riesce anche a raccontare il mondo degli emarginati, di coloro che non hanno un posto nel mondo, Lee ha pochi amici e dei gravi problemi relazionali. Anche Il problema nel lavoro della scrittrice non risiede nello scarso talento, ma nel suo carattere: la donna ha paura di scrivere libri non biografici, ha paura di ricevere critiche esagerate ed ingiuste. Crede che non riuscirebbe a sopportare un fallimento, crede che non riuscirebbe a sopportare il suo nome su un giornale affiancato a una critica negativa. Ecco che troviamo il conflitto interiore dello scrittore, che oltre a combattere con il fardello di scrivere una buona storia, si trova ad affrontare il giudizio di un’opera che potenzialmente potrebbe finire sulla bocca di tutti, o di nessuno.
Questo aspetto dello scrittore era stato poco raccontato nel cinema, ed ecco per cui questo film diventa qualcosa di unico, un’opera di assoluto valore.

Strepitose le interpretazioni di Melissa McCarthy e Richard E . Grant, i due interpretano due personaggi spigolosi e pieni di contraddizioni. Due personaggi sulla cinquantina pieni di rimpianti, ma con ancora voglia di vivere.

Consiglio la visione, la Mccharty, che interpetra Lee, questa volta non usa il suo corpo in maniera goffa per far ridere il pubblico ma utilizza un’espressione facciale con la quale riesce a bucare lo schermo e creare un profondo legame con lo spettatore.

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