The Irishmen    Stelle: 5 su 5     Genere: Drammatico    Durata: 210 minuti   Cinema: Quattro fontane (RM)

Joe Pesci De Niro Al Pacino

Frank Sheeran è un veterano della seconda guerra mondiale. In guerra ha fatto cose orribili, ha eseguito qualsiasi ordine senza fare troppe domande. Quando torna alla vita di tutti i giorni Frank fila dritto, lavora come camionista, trasporta carne surgelata e trascorre una vita tranquilla. Tutto cambia però, quando incontra Russel Bufalino; uno dei più rispettati e potenti gangster di New York. Russel rimane impressionato dalle abilità di Frank e lo “assolda”. Frank torna a ricevere ordini e ad essere premiato per i suoi compiti, proprio come accadeva in guerra, ed è talmente bravo che Russell lo presenta a uno degli uomini più importanti degli Stati Uniti: il sindacalista Jimmy Hoffa.
Frank chiamato da tutti “L’irlandese” lavora a stretto contatto con due degli uomini più complessi e potenti d’ America, questo lo renderà protagonista degli eventi che segneranno per sempre la storia recente americana.

L’ultimo film di Scorsese comincia con un piano sequenza memorabile, che ustiona le menti degli amanti del cinema. Un piano sequenza lento, lentissimo se pensiamo ai movimenti di macchina fulminei con cui ci ha abituato il regista. La macchina da presa non corre nemmeno nelle scene di violenza, ogni uccisione viene mostrata con freddezza e senza eccessive spettacolarizzazioni. A differenza di ciò che accadeva nei precedenti capolavori del regista. In questo modo ogni uccisione viene ben impressa nella mente dello spettatore. Ogni volta che Frank fa del male a qualcuno, il tempo rallenta. Sono macchie che non devono sparire, peccati che non possono sparire. Lo spettatore, proprio come il protagonista, non può dimenticare ogni evento accaduto precedentemente. Questo aspetto sarà determinante nella parte finale del film.

Il regista non rinuncia a qualche movimento di macchina virtuoso, accompagnato da musiche incredibili e tagli di montaggio fulminei. Ci troviamo quindi dinanzi a montaggio diversificato rispetto ai precedenti film di Scorsese, ma splendidamente realizzato dalla solita Thelma Schoonmaker.

Franck è interpretato da Robert De niro. L’attore che ha fatto la storia del cinema gangster, recita in un ennesimo capolavoro del genere crime. De Niro interpreta un uomo che torna dalla guerra, che ama essere premiato per le sue capacità, una macchina da guerra. Una macchina da guerra che il tempo trasforma in un uomo fragile e pieno di rimpianti. La capacità di De Niro nel trasformarsi in ogni tipo di personaggio è nota a tutti, e qui lo fa con maestria, proprio come un tempo. L’attore interpreta il suo personaggio in molteplici età differenti, ma il tempo non cambia solo in viso del suo Frank e De niro lo sa bene. La sua interpretazione mutua più di una volta. Un’interpretazione memorabile che lacera il cuore, soprattutto nella parte finale.

Nel cast è presente anche il grande Al Pacino, che interpreta Jimmy Hoffa. Pacino interpreta un uomo amatissimo dalla folla, un uomo che ama il suo lavoro e che ha aiutato moltissimo i lavoratori americani. Eppure Hoffa è anche un uomo pieno di parti oscure, un uomo pieno di ambizioni eccessive, dall’ego smisurato e capace di fare qualsiasi cosa per arrivare al proprio scopo. Un personaggio spigoloso, che Al Pacino ha reso memorabile, i suoi discorsi alla platea e i dialoghi con il suo amico De Niro, sono momenti che rimarranno ben impressi negli spettatori.

Joe Pesci interpreta Bufalino, un gangster pacato e mai sopra le righe. Ben diverso rispetto agli scorsi personaggi di Pesci. Eppure Bufalino è un uomo spietato che non ci pensa due volte ad ammazzare qualcuno. I suoi dialoghi, paradossali e raffinati regalano momenti di alto cinema.

Consiglio la visione, in un mondo cinematografico dove gli eroi salvano il mondo e gli antieroi gli danno fuoco, Scorsese ci ricorda che non esiste il bene o il male assoluto.
In un mondo cinematografico dove i film danno solo sentenze, Scorsese ci ricorda che un’opera creativa può anche porre delle domande. Aumentare i dubbi, far riflettere.

Infine, Il film è anche un grande regalo per le nuove generazioni che non hanno avuto la fortuna di assistere ai vecchi capolavori del regista in sala.

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