Il primo uomo   Stelle: 4 su 5  Genere: Biografico  Durata:141 minuti  Cinema: Colleferro

Neil Armstrong è un ingegnere aeronautico e aviatore Americano. Dal carattere riservato e amante del quieto vivere, la propria vita viene stravolta dalla morte della sua figlia. Proprio questo evento lo spinge a un candidarsi a un progetto della nasa finalizzato a effettuare viaggi nello spazio. Neil viene preso, le esercitazioni saranno dure e non prive di effetti collaterali devastanti; tutto questo mentre sua moglie Janet è costretta a crescere i figli da sola, e l’America sta attraversando un periodo storico assai delicato, le tensioni sociali inevitabilmente influenzano la missione. Neil continua stoicamente per proseguire il suo obbiettivo: essere il primo uomo a poggiare i piedi sulla luna.

La regia è Demien Chazelle, regista il quale ha già realizzato due film d’antologia: Wishlash, La la land. Questa volta si discosta completamente dai primi due lavori (dove la musica era centrale) e realizza un biopic che spiazza, colpisce e illumina.
Spiazza poiché non spende tempo a lodare o a glorificare Neil, indaga sull’anima del personaggio; raccontando dolori, fallimenti e perdite. Racconta la storia di un uomo che ha perso tutto ma che continua ad avanzare verso il suo obbiettivo. Obbiettivo sempre più difficile da perseguire, visto le fatiche e le perdite che ha comportato. Questo associato alla grande bravura, tipicamente americana, di realizzare scene spettacolari e dal grande impatto visivo fanno si che il film sia a tutti gli effetti un’opera completa difficile da criticare negativamente. Rimane di grande rilevanza, seppur non come i suoi precedenti lavori, la musica. Visto l’amore di Neil per essa e le molte scene in cui la colonna sonora si impossessa della scena rendendo alcuni momenti davvero indimenticabili.

Neil Armstrong è interpreto da Ryan Golsing. L’attore riesce a superare se stesso con una grande performance; interpretando un uomo segnato dalle perdite, che si vede costretto a proseguire il proprio obbiettivo in nome del sudore, del suo paese e dei suoi colleghi. Un simbolo, dal carattere freddo e spigoloso. Golsing riesce ad trasmettere tutto ciò con grande efficacia.

Consiglio la visione, Chazelle realizza un biopic straordinario. Oscura l’impresa mettendo in risalto il dolore e l’enorme fatica per arrivare ad essa. Spiazza, colpisce e illumina.

 

 

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