Da Velletri maxi inchiesta sugli appalti all’Aeronautica

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Trentanove persone indagate nell’inchiesta della Procura di Velletri: per 15 c’è già l’avviso di conclusione delle indagini

Stamattina sono scattate 24 ordinanze del giudice di Velletri nei confronti di appartenenti all’Aeronautica e civili titolari e dipendenti di ditte edili. La Procura di Velletri ha emesso altri 15 avvisi di conclusione delle indagini preliminari ad altrettanti indagati. Nel totale sono 39 le persone indagate dalla Procura di Velletri, a vario titolo, per il conferimento illecito di appalti. Non è escluso che vi sia coinvolta anche qualche ditta della zona, ma sulla vicenda c’è il massimo riserbo. Solo una nota questa mattina ha riferito dell’operazione.

L’indagine condotta dalla polizia militare dei carabinieri di Ciampino, e coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Travaglini, riguarda appalti conferiti tra il maggio del 2017 e il gennaio 2021. Le ipotesi di reato sono varie: “turbata libertà degli incanti” (art.353 c.p.), “frode nelle pubbliche forniture” (art.356 c.p.), “corruzione per l’esercizio della funzione” (art. 318-321 c.p.) e “falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici” (art.479 c.p.). I luoghi in cui sarebbero stati commessi i reati sono: Roma, Ciampino (RM), Pratica di Mare (RM), Vigna di Valle (RM), Furbara (RM), Montecastrilli (TR), Borgo Piave (LT), Grazzanise (CE) e Somma Vesuviana (NA).

Gli accertamenti partiti da due militari titolari di una ditta edile

Gli accertamenti sono partiti dal comportamento di due militari, entrambi in servizio all’epoca dei fatti al 2° Reparto Genio A.M. di Ciampino. I due avevano incarichi di responsabilità nella gestione degli appalti dell’Aeronautica ed erano proprietari di una società edile privata, con quote di capitale pari all’85% e al 15%, con sede nel comune di Ciampino.

Ma tra i due militari e alcuni titolari di ditte edili che lavoravano per la Forza Armata c’erano diversi movimenti di denaro meritevoli di ulteriori approfondimenti. Gli accertamenti degli investigatori hanno così compreso 49 appalti pertinenti a lavori in basi militari dell’Aeronautica, dislocate nelle regioni Lazio e Campania. Secondo gli inquirenti in quegli appalti ci sarebbero state condotte illecite che coinvolgevano, a vario titolo, anche altri militari e responsabili di altrettante ditte private cointeressate economicamente ai citati contratti.

Secondo una nota diramata stamattina, gli inquirenti avrebbero trovato “un sistema viziato dall’irregolarità nell’assegnazione di appalti per la realizzazione di opere infrastrutturali di immobili militari”. L’ipotesi è che le ditte venivano agevolate garantendosi l’assegnazione diretta dei contratti pubblici. I due militari titolari della ditta privata avrebbero ricevuto in cambio prestazioni d’opera e materiali per propri fini e gli altri appartenenti alla Forza Armata coinvolti consapevolmente consentivano tali condotte, venendo meno ai doverosi obblighi di vigilanza e controllo.

II volume d’affari degli appalti ammonta complessivamente a circa 3 milioni di euro. L’Aeronautica Militare al tempo, dopo le prime evidenze investigative e l’esecuzione dei primi atti, attraverso il Ca. S.M.A. protempore, aveva avviato una propria inchiesta amministrativa interna nel periodo monitorato – dal maggio 2017 a gennaio 2021 – confluita nell’odierna documentazione probatoria, che confermava le irregolarità emerse in ordine alle citate procedure di assegnazione degli appalti.

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