Giro d’usura ai Castelli Romani: la Finanza arresta tre persone. 15 indagati

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I tassi d’interesse praticati arrivavano anche al 223% annuo. L’indagine è stata coordinata dalla Procura di Velletri

Un giro d’usura gestito da una famiglia di tre persone (padre, figlio e nuora) è stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Frascati con il coordinamento della Procura di Velletri. Da questa mattina, su ordine dl Gip di Velletri, è in corso l’esecuzione delle ordinanze di custodia domiciliare per i tre. Le ipotesi di reato, a vario titolo, sono: associazione per delinquere finalizzata all’usura ed all’esercizio abusivo dell’attività finanziaria, truffa e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Non è chiaro, per ora, in quale (o quali) città dei Castelli Romani abbiano operato i tre finiti sotto indagine.

Si sa però che il “sodalizio criminale” era stato “promosso” dall’uomo di 74 anni, dal figlio di 49 e dalla 46enne (tutti pluripregiudicati). I tre, in collaborazione con altre 10 persone, avrebbero gestito “numerosi prestiti di denaro con tassi esorbitanti, superiori, in alcune circostanze, al 223% annuo”. Tra le altre dieci persone uno svolgeva il ruolo di procacciatore di clienti, un altro quello di contabile ed altri quattro facevano gli “addetti alla riscossione”. Secondo gli inquirenti, che hanno documentato “oltre 50 casi”, il “sodalizio” da “tempo erogava denaro a piccoli imprenditori, artigiani e commercianti locali, ma, soprattutto, a soggetti in precarie condizioni di salute fortemente bisognevoli”.

Oltre all’usura anche la truffa ai danni dell’INPS

Sarebbe inoltre emerso che il capostipite e promotore dell’organizzazione era stato dichiarato invalido civile al 100% in quanto affetto da patologie mentali di tipo psichiche, articolari e cardiache. Per questo percepiva da anni l’indennità di accompagnamento. Ma le indagini hanno permesso di rilevare che l’uomo era perfettamente in grado di svolgere tutte le normali attività della vita quotidiana. Le indagini dei finanzieri hanno infatti evidenziato che l’indagato, “oltre ad essere particolarmente lucido nella gestione dei propri affari illeciti, si muoveva in totale disinvoltura alla guida della propria autovettura frequentando, tra l’altro in maniera assidua, diversi locali della movida romana”. La truffa ai danni dell’I.N.P.S. per l’indennità indebitamente percepita è stata accertata in circa 70.000 euro.

Organizzato pure un finto matrimonio per un pluripregiudicato marocchino

Tra le altre cose le indagini hanno portato a far emergere anche l’organizzazione di un finto matrimonio per “favorire la permanenza nel territorio italiano di un marocchino di anni 33.  Si tratta di un pluripregiudicato di origine marocchina arrestato più volte e gravato da due decreti di espulsione. Sul punto, particolarmente significativi appaiono i dialoghi intercettati dalle Fiamme Gialle in cui il 74enne mette in guardia la futura “sposa” di 26 anni sulle risposte da fornire alle domande dei funzionari della Prefettura nell’ambito dei controlli effettuati per accertare la regolarità del matrimonio.

Oltre al corrispettivo da pagare da parte del futuro “sposo”, pari a euro 1.200, secondo gli inquirenti “traspaiono in tali dialoghi particolari tesi a rendere credibile il rapporto tra i due coniugi, di fatto, perfetti sconosciuti”. I cinque soggetti coinvolti nel finto matrimonio, fra cui i “finti sposi” e i due testimoni, sono indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Sono altresì in corso perquisizioni e sequestri in relazione alle somme illecitamente percepite nonché la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti dei 15 soggetti complessivamente indagati.

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