“Il Veglione? Un pianto, come la Vigilia”: ristoranti KO. Torna la richiesta di asporto

Mandalo ai tuoi amici


Segui La Nuova Tribuna su Telegram (clicca qui e iscriviti al canale) o su WhatsApp (clicca qui e registrati)


 

Il green pass rinforzato non salva le feste. “Per l’ultimo dell’anno la gente chiede solo asporto”: la dura realtà per i ristoranti di Artena, Colleferro, Valmontone, Lariano e Segni

ristorante

Quest’anno c’è chi nemmeno ha provato ad organizzare il veglione di San Silvestro al ristorante. Tra Artena, Colleferro, Valmontone, Lariano e Segni la situazione è critica per i ristoranti. Stessa situazione nel frusinate e nella provincia di Latina. Le nuove norme del Governo hanno concesso l’occupazione massima delle sale e ristretto gli ingressi ai soli vaccinati con doppia dose. Ma il Governo ha fatto i conti senza l’oste. O meglio: senza i clienti. Come accade con i cinema, con la grancassa sui contagi e la variante Omicron, chi prima andava al ristorante ha deciso di rimanersene a casa.

Le restrizioni non salvano le feste: “I Tg addirittura invitano le famiglie a restare a casa: che senso ha?”

“Altro che cinema – dice un ristoratore di Segni – qua è più di un disastro. In tanti hanno disdetto le prenotazioni e aspettiamo di vedere cosa accadrà. Hanno messo messo l’entrata al ristorante solo con il green pass rafforzato per togliere i distanziamenti, che noi abbiamo comunque mantenuto, e da ieri tutti i telegiornali incitano le famiglie a fare il veglione a casa. Ma che senso ha tutto ciò?”.

“Quest’anno non ho nemmeno provato a organizzare il veglione e infatti il 31 ho deciso di stare chiuso” dice un altro ristoratore di un’attività che si trova tra Colleferro e Segni. Nelle attività si torna a richiedere l’asporto, a Colleferro come a Lariano. “È come per la vigila di Natale – dice un altro ristoratore – poche persone tantissimo asporto”.

“Si sapeva ma in tanti non ci credevano”

Chi aveva previsto questa dinamica già da metà dicembre è Stefano Bartolucci, di Valmontone. “Purtroppo si sapeva che sarebbe andata così – ha affermato – anche se in molti non ci credevano”. “Visti gli ultimi risvolti – aveva detto a Italiaatavola.net il 16 dicembre scorso – c’è molta incertezza e quindi molte disdette. Rispetto alle prenotazioni di qualche giorno fa, già un 20-30% ha chiamato per dire che non verrà: siamo così passati da 56 coperti a circa 40. La tendenza, purtroppo, sarà a calare, quasi un’ecatombe. Siamo in attesa, aspettiamo fino all’ultimo per fare gli ordini e la spesa e questo è ovviamente un problema”.

“Cerchiamo di resistere ma la frustrazione è incredibile”

Ad Artena la situazione non è meno grave. “Abbiamo la metà dei prenotati del 2019 – racconta il gestore di un locale – sperando che non disdicano all’ultimo momento. Mi sembra che la situazione sia critica per tutti: noi stiamo soffrendo molto e la gente ha paura. Tutto è molto incerto compreso il futuro. Cerchiamo di resistere ma non so ancora per quanto se non si incassa non si può andare avanti. Poi quest’anno disdire Artena Città Presepe è stata una mazzata mentre in molti paesi gli eventi si sono comunque organizzati”.

“Penso che da gennaio apriremo solo venerdì sabato e domenica – prosegue il ristoratore – questo per arginare i costi. È un grande dispiacere, una frustrazione incredibile, ma non vedo altre alternative se non quella di indebitarci per andare avanti. Con questa incertezza si rischia di sbattere il muso e farci male. Ci vorrebbero delle iniziative culturali o turistiche, insomma qualcuno che creda nel centro storico come una grande risorsa e non un onere”.

Metti "Mi piace" per rimanere aggiornato

Non perderti nemmeno una notizia Seguici su Google News

WhatsApp Contatta La Tribuna