Il Consiglio larianese: Velletri chiarisca che vuole fare dell’impianto di compostaggio

Il Consiglio comunale di oggi

In molti speravano che fosse il Consiglio comunale di Lariano a risolvere i problemi della politica di Velletri sulla vecchia Biogas di Lazzaria attualmente trasformata in impianto di compostaggio aerobico. E molti veliterni si sono presentati nell’aula del Consiglio di Lariano per provare ad ottenere ciò che Velletri non ha concesso, cioè la rinuncia al progetto di centrale di trattamento dei rifiutirifiuti. Ma così non è stato. L’Assise larianese, al termine della discussione, ha chiesto che il Comune di Velletri faccia chiarezza su cosa vuole fare della centrale di Lazzaria.

I Consiglieri di opposizione Verri, Casagrande, Cafarotti, Montecuollo e Romaggioli (con il voto a favore dell’assessore Ilaria Neri) avevano proposto di schierarsi contro l’impianto a tecnologia aerobica. Ma la mozione è stata bocciata dal Consiglio. Un’altra mozione contraria all’impianto era stata presentata da una parte della maggioranza (Neri, Starnoni e Crocetta) ma alla fine è stata votata solo dall’opposizione e dall’assessore Neri.

La maggioranza (Bartoli e Colasanti astenuti) ha invece approvato un proprio ordine del giorno. In esso sono accennati anche i problemi di ordine giuridico e i possibili profili di responsabilità erariale emersi durante la discussione. Il deliberato in questione chiede al Comune di Velletri di chiarire la sua posizione proprio su quel progetto a cui lo stesso Consiglio di Velletri  ha dato per tre volte il benestare sul proprio territorio.



Caliciotti: gli amministratori di Velletri si prendano le loro responsabilità

Durante la discussione l’opposizione ha sostenuto la necessità di un voto contrario per motivi inerenti la salute e il possibile aumento del traffico pesante. “Lariano – ha risposto il Sindaco di Lariano Caliciotti – non farà le barricate per realizzare un impianto i cui atti fondamentali risalgono al 2005. Ma nemmeno stiamo ai giochi di qualcuno: Velletri dovrà revocare le delibere che individuano sul suo territorio la realizzazione della centrale e poi si discuterà nell’assemblea dei soci della Volsca cosa fare, perché altrimenti chi pagherebbe i danni arrecati alla società? Questa vicenda nasce a Velletri e da Velletri deve essere risolta – ha aggiunto Caliciotti – perché noi non possiamo esporre la nostra comunità a danni erariali gravi. Se ora gli amministratori di Velletri vogliono annullare l’iter iniziato da anni – ha concluso il Sindaco – devono prendersi le loro responsabilità revocando la delibera che manifesta la volontà del Comune di Velletri a cambiare il suo piano regolatore”.

Il perchè della posizione di Lariano: come nasce l’impianto di Lazzaria

La posizione, gli atti e la volontà del Comune di Velletri appaiono dunque determinanti. E sulla questione si intrecciano responsabilità politiche, procedure amministrative, possibili richieste di risarcimento danni ed anche profili di responsabilità erariale.

I Comuni di Velletri, Lariano e Albano sono infatti soci della Volsca che, in varie forme giuridiche, da anni porta avanti il progetto di trattamento dei rifiuti a Lazzaria. Il progetto fu presentato alla popolazione nel 2004 dalla Giunta Cesaroni sotto la forma di Trattamento Meccanico Biologico. La Giunta in quell’anno vinse le elezioni, il Consiglio approvò una delibera per dare l’ok all’iniziativa della Volsca, individuandola su terreni privati a Lazzaria e si avvia la l’iter in Regione. Cambiata Amministrazione, la “gestione Servadio” ha confermato la disponibilità del Comune ma nel tempo l’impianto è cambiato. La Volsca ha rivisto il progetto proponendo un impianto per il trattamento di 100mila tonnellate rifiuti a ciclo anaerobico (il cosiddetto Biogas). La Biogas è stata però poi rivista riducendone la portata a 33mila tonnellate l’anno e commutandola in tecnologia aerobica, trasformandola così in una compostiera industriale.

C’è in tutto ciò anche un aspetto economico. Sulla scorta delle delibere del Comune di Velletri la Volsca ha infatti acquistato da privati il terreno su cui realizzare l’impianto. Circa 20 ettari per un totale di 570mila euro. Lo stesso terreno è stato poi stimato da un perito e inserito nel bilancio della società pubblica prima ad un valore di 2,7 milioni di euro e poi, dopo la revisione del progetto, a circa 2,1 milioni di euro.



Il cambio di idea dei veliterni e i problemi patrimoniali

Dopo che la Volsca ha pagato il terreno, fatto i progetti e presentato la pratica in Regione, la politica veliterna ha cambiato idea. Nel giugno 2017 il Consiglio ha approvato un ordine del giorno che “impegna il Sindaco e la Giunta ad assumere e far assumere ogni possibile decisione finalizzata alla sospensione della procedura di progettazione sul terreno della società della Volsca Ambiente e Servizi in contrada Lazzaria di un impianto di trattamento dei rifiuti di tipo Aerobico (…) e a porre in essere ogni e qualsiasi iniziativa finalizzata alla tutela e alla salvaguardia sotto l’aspetto agricolo e ambientale” del territorio di Velletri e dell’area in cui è proposto l’impianto.

La decisione del Consiglio di Velletri è sembrata poco chiara all’Amministrazione larianese. Esso ha infatti deliberato di sospendere l’iter di progettazione ma non ha revocato le delibere che danno l’ok alla centrale e che consentono alla Volsca di continuare sulla strada individuata da tempo. E l’assemblea dei soci in una recente riunione ha ritenuto, a maggioranza, di non condividere la posizione veliterna di “sospendere la procedura di progettazione” per non esporre la società a danni patrimoniali.

Se la società rinunciasse all’impianto con motivazioni legate soltanto alla mera volontà, si potrebbero infatti aprire scenari di danno erariale e patrimoniale: come giustificare le spese sostenute per l’acquisto del terreno e per la progettazione? Come compensare la svalutazione del terreno già inserito nel bilancio? Responsabilità che Lariano e Albano non intendono prendersi, tanto più che sul progetto si è investito per anni in primis per la volontà della politica veliterna. A questo punto, se il Consiglio di Velletri vorrà davvero annullare la realizzazione dell’impianto dovrà revocare le delibere di Consiglio. E presentarsi in assemblea dei soci della Volsca, alla mercè degli altri soci.

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