“Tutti gli atti saranno mandati alla Procura della Corte dei Conti”

Il Consiglio comunale di Lariano

Piuttosto che una commissione politica d’inchiesta, la vicenda dei 686mila euro per ora dovuti dal Comune di Lariano potrebbe portare ad una vera indagine giudiziaria. Nel Consiglio di martedì il Sindaco di Lariano, Maurizio Caliciotti, ha infatti dichiarato che “tutti gli atti saranno inviati alla Procura della Corte dei Conti” insieme ad una “relazione accompagnatoria”, al fine di “salvaguardare i diritti dei cittadini laddove non ci sia stata adeguata attenzione”.

Durante il Consiglio sono diversi i dubbi sorti negli spettatori rispetto ad una vicenda che nasce nel 2004 e che vede il Comune nel ruolo di “terzo pignorato” in una causa tra un istituto di credito ed un professionista. Anche sull’effettivo importo da riconoscere permangono dubbi, tanto che il Comune ha presentato ricorso in appello. E a ciò si aggiunge pure che in una lettera, citata martedì dai Consiglieri Casagrande e Verri, il professionista in questione affermerebbe di non accettare un pagamento parziale e privo di interessi.

I tanti dubbi emersi durante il Consiglio

Ma molti sono ancora i nodi e i dubbi da sciogliere in una vicenda legale estremamente complessa con possibili profili di responsabilità risarcitoria. Andando a ritroso, tra le cose anomale va segnalato che il Comune di Lariano si è costituito in giudizio nel 2013. La prima Amministrazione Caliciotti, infatti, ha saputo della vicenda nata nel 2004 soltanto il 31 dicembre 2012 a seguito di una lettera dello stesso professionista. Ciò è avvenuto malgrado la nomina da parte della magistratura di un consulente tecnico d’ufficio datata 2010 e comunicata anche all’Amministrazione Montecuollo nello stesso anno.

Non basta. C’è pure da chiarire come mai nel 2010 si sia arrivati addirittura alla nomina di un consulente tecnico d’ufficio per accertare l’effettivo debito del Comune. E infine qualche dubbio è stato esternato nella discussione anche sulla valutazione della perizia del CTU. Come mai, si è chiesto il Sindaco in Consiglio, se gli impegni di spesa del Comune approvati in bilancio ammontavano ad un totale di 106mila euro al 2008, la cosa non è stata comunicata univocamente, portando alla nomina del CTU? E come mai si è arrivati ad una perizia per un totale di oltre 686mila euro più gli interessi?

Dubbi che in una questione così complicata non sono stati sciolti dalla maggioranza né dall’opposizione, che ha chiesto una commissione d’inchiesta senza però presentare un’apposita mozione (in proposito la Consigliera di opposizione Sabrina Verri ha tenuto a precisare quanto segue: “La minoranza compatta ha richiesto nei termini previsti dalla legge e soprattutto dal regolamento comunale l’inserimento di un punto all’ordine del giorno riguardante l’istituzione della commissione d’indagine. Il presidente senza specificare l’articolo ha negato l’inserimento. Per questo motivo abbiamo protocollato la richiesta di una risposta scritta (al presidente del consiglio, al segretario comunale e p.c. Al prefetto). Oltre alla richiesta di spiegazioni scritte abbiamo protocollato la richiesta di convocazione di un consiglio straordinario proprio per la costituzione della commissione d’indagine”). Dubbio è anche se una eventuale transazione potrebbe portare a responsabilità risarcitorie da parte di chi la approva. Insomma ci sono da chiarire una serie di questioni così tecniche e complesse da richiedere l’intervento, più che di una commissione politica, proprio della magistratura contabile.

Le certezze: le diverse scelte della politica

Di fronte alla questione, per ora ci sono soltanto tre certezze. La prima è che la sentenza di primo grado ha quantificato l’importo in 686mila euro più gli interessi. La seconda è che il Consigliere Casagrande ha ricordato di aver chiesto con forza di cercare una transazione per chiudere la vicenda. La terza è che l’Amministrazione ha optato per il ricorso in appello al fine di puntare ad una riforma della sentenza del Tribunale di primo grado. Sul punto il Sindaco è così certo di buone possibilità di riforma che in Consiglio ha dichiarato che di “eventuali interessi a tasso legale” che saranno chiesti al Comune “ci faremo carico personalmente”.



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