Agraria: domani in Consiglio statuto e possibili frizioni in maggioranza

Mandalo ai tuoi amici


Segui La Nuova Tribuna su Telegram (clicca qui e iscriviti al canale) o su WhatsApp (clicca qui e registrati)


 

L’assemblea è chiamata a votare l’unica proposta di modifica arrivata dalla Commissione: quella delle minoranze

L’Università Agraria di Valmontone inizia domani l’iter per la modifica dello statuto dell’ente, che diventerà di diritto privato. Come abbiamo anticipato la scorsa settimana, l’unica proposta esistente è quella di far eleggere il nuovo presidente a tutti i valmontonesi maggiorenni. Inoltre va precisato che la proposta dovrebbe prevedere anche l’elezione dei Consiglieri collegati al presidente in numero maggioritario, come per i Comuni.

Venendo al Consiglio di domani, il presidente Roberto Pizzuti porrà alle 18 in discussione l’unica bozza di statuto uscita dalla Commissione che si è occupata della riforma. Una bozza che era stata presentata dalle minoranze senza che la maggioranza sia riuscita a trovare una sintesi su una propria proposta di statuto. A quanto pare, in questa procedura il presidente dell’ente starebbe svolgendo un ruolo di garanzia, lasciando ai Consiglieri la possibilità di determinate l’esito della riforma, sposando soltanto le proposte maggiormente condivise.

L’appuntamento di domani risulta così di particolare importanza perché per approvare il nuovo statuto dell’ente saranno necessari 9 voti: un numero raggiungibile soltanto con un accordo tra le parti visto che ad oggi la maggioranza è composta da 6 Consiglieri più il Presidente. Durante la seduta sarà possibile presentare emendamenti di modifica del testo ma per approvarli sarà necessario il voto favorevole di 9 membri dell’assemblea.

Se non si raggiungerà la maggioranza qualificata, la seduta sarà sospesa e il Presidente dovrà riconvocarla entro 30 giorni. Nel Consiglio successivo saranno sufficienti 7 voti per approvare il nuovo statuto e gli eventuali emendamenti di modifica (che poi dovranno essere riapprovati successivamente). In questa seconda ipotetica fase, potrebbe emergere una proposta della maggioranza, sempre che i sei Consiglieri che la compongono trovino una sintesi oppure che qualcosa non accada proprio domani.

Perché c’è solo una proposta in ballo

Il motivo per cui c’è in discussione una sola proposta, che è quella presentata dalle opposizioni, è che all’interno della maggioranza non ci sarebbe stata unanimità. Pare infatti che dei sei Consiglieri di maggioranza solo cinque erano propensi a portare in discussione uno statuto che prevedeva l’elezione diretta del presidente e il diritto di voto per i soli intestatari di scheda (i capi famiglia), come è stato da qualche anno fino ad oggi. Mancando l’unanimità nella maggioranza, il presidente non avrebbe preso posozione e nessun testo sarebbe approdato in Commissione oltre a quello delle minoranze, che è diventato quello da discutere domani. È da capire, ora, se la maggioranza tornerà tale trovando una sintesi su una propria proposta oppure se una parte di essa voterà il testo delle opposizioni. Nell’attesa il Presidente Pizzuti sta “alla finestra” ad attendere gli eventi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

WhatsApp Contatta La Tribuna