L’aumento dei canoni riguarda terreni, capi di bestiame e anche la Valle degli Orti

Dalla fine del mese di ottobre l’Agenzia delle Entrate Riscossione sta scrivendo agli utenti dell’Università Agraria. Non si tratta di recuperare il pregresso ma di riscuotere i canoni del 2018 con un anno di ritardo. Questa volta però in bolletta c’è la sorpresa: un aumento, a seconda dei casi, fino al 50 percento. Infatti chi pagava 100 euro l’ettaro per i terreni ora deve pagare 140 euro (+40 percento). Chi pagava 40 euro a capo di bestiame ora pagherà 60 euro (+50 percento). E chi non pagava nulla per un lotto della “Valle degli Orti” ora dovrà pagare 40 euro l’anno.

Il tutto è stato deciso più di un anno fa con una delibera del Consiglio dell’Università Agraria di Valmontone. Era il 20 luglio 2018 e, secondo quanto riportato nel verbale, il presidente dell’Ente, Roberto Pizzuti proponeva l’aumento riferendo che “da parecchi anni non si procede all’aggiornamento dei canoni concessione terreni e della quota per ogni capo di bestiame condotto nei pascoli collettivi dell’Ente”. Prosegue il verbale: “L’ultimo aumento per la concessione terreni è stato fatto nel 2005 e di 100 euro ad ettaro, mentre l’ultimo aumento della quota per ogni capo di bestiame è stato fatto nel 2008 ed è di 40 euro a capo di bestiame”.

In quella seduta votarono a favore i sette componenti della maggioranza. Contrari gli unici due Consiglieri di opposizione presenti: De Stefano e Bonifazi. Il primo dei due motivò il voto contrario affermando di “non ritenere opportuno approvare gli aumenti perché non ci sono le motivazioni ed i presupposti per gli aumenti proposti dal Presidente”. Va precisato che gli aumenti in questione riguardano gli utenti e non gli imprenditori agricoli che hanno stipulato con l’ente dei contratti.

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