Segni, cittadini sempre più infuriati per la chiusura della Traiana

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La Città Metropolitana manterrà la “promessa” di iniziare i lavori su via Traiana il 23 novembre, come aveva comunicato a fine ottobre? I cittadini di Segni intanto vanno su tutte le furie

C’è una sola strada abbastanza larga da sostenere il traffico automobilistico da e per Segni. Ed è chiusa da più di un mese. La vicenda della via Traiana aveva già scaldato gli animi quando la strada provinciale era chiusa per metà. Ora che da più di un mese è del tutto chiusa, i segnini sono davvero infuriati. Anche Il Messaggero, nell’edizione Roma Metropoli di domenica scorsa, ne ha dato conto, tanto è sentito il problema nella città più alta dei Monti Lepini romani.

Secondo quanto afferma il sindaco di Segni, Piero Cascioli, la chiusura completa della strada sta facendo scendere il fatturato delle attività commerciali e rallenta l’intervento dei mezzi di soccorso. Inoltre via Montelanico, per ora unica strada per raggiungere Colleferro, non è idonea a sostenere tutto il traffico tra Segni e il “resto del mondo”.

La rabbia degli abitanti di Segni

“Noi non siamo il ponte di Genova chissà quanti anni dovremo stare a ste condizioni – commentano su Facebook i segnini – stamattina alle 5 e 20 la strada per andare a Colleferro [era] piena di sassi che cadono continuamente. Rifanno i guardrail dall’altra parte ma le reti?”. C’è chi aspetta “la grazia”, chi propone sarcasticamente di “farsi l’asino” per “scendere dalla montagna come facevano i nostri nonni” e chi propone: “Occupiamo il comune per protesta”.

Il Sindaco Cascioli e la richiesta di un incontro con i tecnici della Città Metropolitana

Il sindaco Piero Cascioli è il più pressato dai suoi cittadini. La competenza sulla via Traiana è della Città Metropolitana, che però a Segni non ha rappresentanti. Il Primo Cittadino riferisce di aver scritto più volte alla Città Metropolitana, già da quando a dicembre 2019 la strada era crollata per metà.

Cascioli, per risolvere subito il problema, propone un intervento per “somma urgenza”, che prevede un’ordinanza e l’avvio dei lavori, mentre la Città Metropolitana sta seguendo una “procedura d’urgenza”. Così il Primo Cittadino ha chiesto ai Consiglieri metropolitani Pierluigi Sanna, Mario Cacciotti e Giulio Cacciotti un incontro nell’ex Provincia con i tecnici ma per ora non si ha ancora una data certe.

Si tratta di realizzare un intervento da 3-400 mila euro con un micro-ponte che sostenga il traffico viario e faccia defluire l’acqua su via Traiana. Attualmente si è ancora al progetto preliminare e i cittadini stanno disperando dietro una Città Metropolitana che non è riuscita a intervenire prima del crollo definitivo di via Traiana.

Il comunicato di ottobre e l’inizio lavori previsto per il 23 novembre

Il 23 ottobre scorso, dopo due settimane dal crollo della Traiana, la Città Metropolitana e il Comune di Segni avevano diramato un comunicato congiunto annunciando affermando che l’ex Provincia stava “provvedendo alla progettazione per interventi urgenti e risolutivi utili alla riapertura della strada via Traiana e la zona interessata dalla frana nel Comune di Segni”.

“Abbiamo concordato con il Sindaco di Segni – diceva il comunicato –, che ringrazio per la disponibilità, un intervento che non solo risolva i problemi legati alla percorribilità della strada e al rispristino della zona interessata dalla frana, ma anche alla sicurezza e al contenimento del deflusso delle acque. Siamo pronti a intervenire non appena si otterranno tutte le autorizzazioni da parte degli organi competenti”.

E proseguiva: “L’intervento di Città metropolitana garantirà, grazie alla costruzione di un micro ponte, una situazione di maggiore sicurezza per i cittadini del mio territorio e per quanti transiteranno in quella strada, nodo viario fondamentale per la viabilità del nostro Comune. Continueremo una stretta interlocuzione con la Città metropolitana di Roma che si è dimostrata disponibile ad accogliere le nostre richieste. L’obiettivo comune è quello,  una volta ottenute tutte le autorizzazioni necessarie da parte degli altri organi competenti, di iniziare il lavoro tra un mese”. Il mese scadrà il 23 novembre: inizieranno i lavori?

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