«Quella di domenica scorsa a Capo d’Orlando è stata una vittoria importantissima per la classifica e per il morale. E’ stata una gara dura, punto a punto, decisa negli ultimi due minuti come spesso ci è capitato quest’anno. Noi siamo stati bravi a deciderla in nostro favore. Venivamo da un momento non bello e per questo è stata una vittoria che vale più dei due punti». Alla vigilia del match casalingo contro la Stella Azzurra Roma, in casa Virtussina tocca a Mirko Gentili fare il punto sulla situazione dei ragazzi di coach Avenia.

 «Il momento che stiamo vivendo prosegue Gentilinon è il top sia mentalmente che fisicamente. Gli infortuni pesano, inutile negarlo. Abbiamo perso due quinti del nostro quintetto base, Ferraro e Pierangeli, e poi anche due partite casalinghe consecutive. Nello spogliatoio, prima di Capo d’Orlando, non ci siamo detti nulla di particolare. Ci siamo guardati negli occhi ed abbiamo capito che stavamo correndo il rischio di buttare un anno. Quello che stiamo vivendo è un momento difficile ma passerà.  Siamo gente esperta e sappiamo quello che dobbiamo fare in questi momenti. Con le rotazioni più corte non basta più il 100%, occorre il 110%: uno scivolamento, un rimbalzo, un canestro in più che serve per non far sentire la mancanza degli assenti».

 Quanto al suo ruolo all’interno di questa squadra, Gentili dice: «Dall’inizio della stagione io sono questo. Prima entravo dalla panchina e dovevo dare tutto in quei minuti: ora sto giocando un po’ di più ed anche in ruoli diversi: guardia, play, ala piccola. Ognuno di noi deve dare il suo contributo ogni partita. Ci sono partite dove servono punti, altre dove occorre la difesa, Importante è vincere».

 Domani al palasport di via della Pace arriva la “Stella Azzurra” di Roma che, prima della sconfitta nel recupero contro Palestrina, aveva dimostrato di essere in un buon momento di forma.  «Domenica sarà una partita tosta – dice Gentili – Da ex stellino per me, poi, sarà ancora più complicata. Loro verranno qui per fare bene, alzeranno il ritmo e metteranno le mani addosso in difesa. Noi dobbiamo bravi a portarli al nostro ritmo perché se fai a “corri e tira” con loro non vinci mai».

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