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Gli enti del Terzo settore di Velletri e Lariano hanno incontrato l’ufficio di piano e tornano a chiedere lo stop ai pagamenti dell’assistenza domiciliare. Nei Comuni non ci sarebbe l’intenzione di tornare al vecchio regolamento, semmai di rivedere l’attuale

A Velletri e Lariano si torna a parlare dell’assistenza domiciliare. Le associazioni di categoria e i sindacati il 14 ottobre hanno incontrato l’ufficio di piano, cioè la struttura tecnica che stila il piano di zona dei servizi sociali. A quegli uffici hanno chiesto tre cose: l’annullamento dei bollettini di pagamento (di cui abbiamo già parlato); l’annullamento del nuovo regolamento dell’assistenza domiciliare; e che tutto ciò sia fatto entro il 25 ottobre.
Il 25 ottobre è la data in cui scadono i termini per pagare i bollettini. Gli enti del Terzo settore hanno poi scritto una lettera ai sindaci di Velletri e Lariano per sollecitarli a tornare indietro rispetto al regolamento approvato un anno fa. La lettera è firmata da Alessandra Modio, Luigi Crocetta, Massimo Morassut, del direttivo del comitato “0-20” che si è formato appositamente per questa vicenda.
“E’ essenziale – hanno scritto nella lettera ai sindaci – un Vostro congiunto provvedimento che blocchi le richieste già inviate e garantisca i diretti interessati rispetto alla fruizione del servizio. I tempi sono ristrettissimi, per parte nostra abbiamo già avviato un confronto in sede legale, perché riteniamo che il mancato e formale coinvolgimento delle associazioni, come previsto dalla legge regionale, sia un elemento sufficiente per dichiarare nullo l’atto posto in approvazione dai due Consigli Comunali, proprio nella parte in cui introduce, rispetto al passato, il regime di compartecipazione. Un atto che prima di tutto è volto a tutelare proprio l’amministrazione che potrebbe rispondere in futuro per le conseguenze determinate da questo “vizio” procedurale”.
I Comuni a lavoro per rivedere il regolamento ma non si tornerà indietro al vecchio
A quanto ci risulta, anche dopo i Consigli comunali che si sono tenuti a Velletri e Lariano, i Comuni sono a lavoro per rivedere il regolamento. Ma non ci sarà un ritorno al precedente, quando l’assistenza domiciliare era gratuita per tutti. Né ci sarà un annullamento dell’attuale. A quanto pare, il Comune di Velletri ha formulato una proposta per innalzare la soglia ISEE di gratuità e quella di compartecipazione totale. Non è chiaro, per ora, quale sia il criterio utilizzato.
Attualmente, come abbiamo già raccontato, la contribuzione dei singoli è determinata da una formula, presa a prestito dalla contribuzione per le RSA. Non è niente di speciale: si tratta di una formula che spalma la contribuzione in modo proporzionale rispetto all’ISEE, partendo dalla soglia minima (5 mila) fino alla soglia massima (20 mila). Se non fosse per i limiti inferiori e superiori, il criterio di Velletri e Lariano avrebbe il pregio di essere logico. Ma le tariffe del distretto non reggono il confronto con gli altri piani di zona. Nel distretto Asl di Colleferro, ad esempio, la percentuale massima di compartecipazione è il 70%. Il distretto di Albano Laziale fissa invece delle tariffe orarie tramite delibera di Giunta. Altri distretti, come quello di Pomezia, applicano lo stesso criterio di Lariano e Velletri.

Ciò che stride di più, invece, è la differenza tra il costo pagato dai Comuni e dai privati per l’assistenza domiciliare, da cui derivano anche tariffe alte. Se i privati arrivano anche a pagare 8 euro lorde l’ora, i Comuni ne pagano invece circa 20. È forse questo il motivo per cui i distretti di Albano e Colleferro prevedono tariffe che, nella maggior parte dei casi, non vanno oltre i dieci euro l’ora. Ma questo significa anche che se si rimborsassero ai privati i costi sostenuti per contratti regolari di assistenza domiciliare, i Comuni potrebbero aiutare più persone di quelle che oggi aiutano. Cosa che potrebbero fare anche, magari, rendendo più stringenti i criteri per l’assegnazione del beneficio.
