Heriditay: le origini del male      Stelle : 3,5 su 5      Genere: Horror   Cinema: Politeama Frascati

Ellen Graham muore. La donna per tutta la vita ha avuto un rapporto complesso e malsano con la figlia Annie, la quale la sempre incolpata di creare tensioni inutili all’interno della famiglia, inoltre Ellen nel corso della sua vita ha nascosto molti segreti ai suoi familiari e si è occupata di strane attività come lo spiritismo, che hanno fatto  hanno creato delle misteriose nubi sulla vita della donna. Sua figlia Annie ha un marito, Steve, e due figli: Peter e Charlie. La morte di Ellen ha scosso notevolmente tutti e ha aumentato le tensioni tra i membri della famiglia, dopo la morte di Ellen nella casa echeggia una strana e misteriosa aura carica di mistero e di cattivi presagi…

La regia del film è dal debuttante Aris Arster, il quale ha realizzato anche la sceneggiatura. Il maggior merito del regista è quello di riuscire ad intimorire lo spettatore, grazie alle molte suggestioni, suggestioni mai banali e prive di significato. Nel film non mancano nemmeno delle trovate azzeccate e funzionali alla trama, come per esempio il lavoro della protagonista: Annie è una artista diventata celebre per le sue miniature, esse sono sparse per tutta la casa, cosa nascondono questa miniature? Che significato hanno? Lo spettatore si ritroverà a porsi questo tipo di domande,  spingendolo a una visione attiva e stimolante.

La riuscita del film è anche merito degli attori, veramente eccezionali. Soprattutto Toni Collette, che interpreta come meglio non poteva Annie, la protagonista. La Collette interpreta una donna forte che affronta forza inarrestabili e diaboliche e che dovrà fare i conti con i propri errori, inoltre interpreta un personaggio molto complesso: con diversi problemi psichici e un’infanzia tutt’altro. Da segnalare anche il tema della famiglia, mai trattato cosi’ in profondità in un film di questo tipo e le varie influenze di grandi capolavori del genere che si possono notare e che faranno felici i fan dell’Horror.

Consiglio la visione, il film non rivoluzionerà il genere, eppure riesce a dargli una bella “rinfrescata”, grazie a nuovi temi che riescono a stimolare lo spettatore , per un avventura visiva suggestiva e intellettuale.

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