I gruppi consiliari Artena Cambia e Artena Insieme iniziano la conferenza pubblica sulla farmacia comunale

“Altro che sciacalli, siamo incazzati”. Con queste parole Marco Imperioli Diamante ha replicato al manifesto del sindaco Angelini sulla Farmacia Comunale di Artena iniziando la conferenza pubblica sullo “scandalo della farmacia comunale” (così è intitolata). ” In questo paese non c’è niente – ha detto il giovane Consigliere – il Palazzetto è ancora incompleto, le strade sono dei colabrodo, il Comune ha liquidato duecentomila euro alla ditta che ha fatto l’isola ecologica che ancora non è aperta. Non abbiamo cinema nè un teatro, non ci sono spazi verdi che soddisfino i cittadini, c’è una città che abbandona le contrade e la mensa aumenta. Non siamo sciacalli ma cittadini incazzati per tutto questo”.

All’intervento del Consigliere Imperioli Diamante è seguito quello della capogruppo di Artena Cambia Silvia Carocci. La Carocci ha ripercorso, come in Consiglio comunale, atti e fatti che si sono susseguiti dal 2017 in poi. Cioè da quando il Comune ha avviato la gara per dare in concessione la farmacia comunale e riaprirla dopo il rovinoso fallimento della Ge.se.farma srl. “Siamo nel 2020 senza farmacie, come negli anni 40 – ha dichiarato Carocci – anzi forse in quel periodo una farmacia c’era. Se oggi siamo in queste condizioni c’è una responsabilità politica. Ci sconvolge che di fronte a tutto quello che è accaduto in questi anni non si è mosso un dito: se qualcuno si fosse mosso a difendere la farmacia pubblica prima che i buoi scappassero dal recinto ora almeno un presidio lo avremmo avuto”.

Carocci ha sostenuto che l’Amministrazione avrebbe potuto procedere alla non assegnazione della farmacia comunale nel 2017, sulla scorta della documentazione presentata. In conclusione la Consigliera ha annunciato la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti.

Latini: “Se noi siamo sciacalli loro che sono?”

Il Consigliere Erminio Latini ha definito la questione “una vicenda che è partita male”. “Già l’opposizione che era in Consiglio nella precedente consiliatura – ha dichiarato Latini – aveva fatto presente che quel bando aveva dei parametri troppo elevati tant’è che il primo bando è andato deserto. Sulla vicenda non c’è stato un attento controllo su tutto quello che è avvenuto in questi anni. Cosa ha impedito agli amministratori comunali – ha chiesto retoricamente Latini – di far valere le ragioni pubbliche in questa vicenda? Perché nessuno si è mosso? Chi glielo impediva? Facciamoci queste domande perché non è possibile accettare in un comune come il nostro di non avere un servizio così importante per la nostra salute. Nessun amministratore ha mai detto niente su questa vicenda e addirittura ci hanno definito sciacalli. Se siamo noi gli sciacalli – ha aggiunto Latini -, come può essere definito chi è mancato completamente su questa vicenda? Lupi mannari?”. Latini ha aggiunto che la minoranza invierà alla Corte dei Conti anche le spese che il Comune ha sostenuto per le cause relative all’ex Consigliera Sara Centofanti “e chi di dovere – ha concluso Latini – verificherà chi ha ragione”.

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