A gennaio non ci saranno farmacie di turno ad Artena. Angelini prevede “atti d’imperio” e annuncia: “Il Comune ha anche chiesto alla Regione la revoca dell’assegnazione della farmacia di piazza Ginepro Cocchi”. Carocci: “Va preso atto che ci sono state responsabilità politiche”. Latini: “Quanto accaduto era la naturale evoluzione della vicenda”. La replica di Angelini: “Discussione da campagna elettorale tardiva”. La questione tornerà in Consiglio per l’ok al nuovo bando di gara

Il futuro della farmacia comunale di Artena, e dei servizi farmaceutici in generale, rimane incerto. Il fallimento della Farmacie Farmaca spa non ha portato al fallimento della società che gestisce le farmacie artenesi ma ha segnato comunque un punto di non ritorno di cui si è animatamente discusso ieri pomeriggio in Consiglio comunale su richiesta delle opposizizioni. Al Consiglio il Sindaco Felicetto Angelini è arrivato relazionando su quanto accaduto negli ultimi tre mesi e delineando la necessità di “atti d’imperio” per riavviare a dovere il servizio di farmacia comunale.

“Questa Amministrazione – ha detto tra le altre cose Angelini – non ha aspettato la richiesta di questo Consiglio ma ha iniziato a monitorare la situazione da tempo, compresi gli orari di apertura, e pianificando gli eventi, tra cui l’ispezione del servizio di vigilanza farmaceutica della Asl. Per gli orari secondo la legge non si rileva una fattispecie gravissima, perchè la Asl di solito copre il servizio su base territoriale e non comunale, tanto che ho appreso che a gennaio ad Artena non ci saranno farmacie di turno la domenica e bisognerà andare a Valmontone o Labico”.

“Chiesta alla Regione la revoca della gestione della farmacia di piazza Cocchi”

Rimanendo sulle novità, senza ripetere quanto abbiamo già raccontato in queste settimane, il Sindaco Angelini ha dichiarato che, secondo la Asl, nelle farmacie ci sono le dotazioni minime di farmaci previste dalla legge. “Per la farmacia di piazza Padre Ginepro Cocchi – ha proseguito il Sindaco – l’ufficio comunale ha chiesto alla Regione la revoca [della gestione ndr] della II farmacia privata al fine di far rimettere a bando la farmacia dalla Regione. I tempi – ha proseguito Angelini – sono uno o due anni. Per la farmacia di via Fleming, anche se rispetta i requisiti minimi, compatibilmente con gli intendimenti del curatore fallimentare, vogliamo attivare una richiesta di revoca e un intervento della Regione. Per questo ieri [lunedì ndr] ho chiesto un’ispezione straordinaria ulteriore al servizio della Asl per verificare se a tutt’oggi sia rispettato il livello minimo di farmaci presenti e se così non fosse ritengo si dovrà passare anche lì alla chiusura della farmacia e alla revoca dell’autorizzazione”.

“Torneremo in Consiglio per il nuovo bando di concessione”

“Quanto alla farmacia comunale – ha aggiunto Angelini – abbiamo già dato incarico a un avvocato per inserirci in questa procedura di fallimento per essere risarciti dei soldi che la società avrebbe dovuto versare al Comune. Il problema è acquisire il parere del curatore fallimentare, che ci possa permettere di entrare nello stesso locale. Stiamo facendo tutto il possibile perché venga ripristinato un servizio farmaceutico sufficiente e probabilmente abbiamo trovato la strada, tramite un mio intervento personale quale sindaco, percorrendo tutte le strade che la legge ci offre”. Angelini ha quindi concluso con l’annuncio di un futuro ritorno in Consiglio della discussione per rivedere i criteri del futuro bando per l’assegnazione della concessione, “perché quel bando fatto qualche anno fa, che parlava del 10 percento sul fatturato e 7 anni massimo di concessione, si è dimostrato del tutto fuori mercato”. “Dovremo allungare gli anni, abbassare la percentuale, non dico come ha fatto Lariano ma trovando una base che sia dignitosa e decorosa” ha concluso il Sindaco.

Gli attacchi delle opposizioni alla gestione della procedura

Dai Consiglieri di opposizione, Carocci e Latini, è stata dichiarata “preoccupazione” e sono arrivati attacchi alla gestione della vicenda della farmacia comunale. Silvia Carocci (Artena Cambia) si è detta “d’accordo nel rivedere il bando” per la futura concessione della farmacia ma ha anche tenuto a fare una cronistoria della vicenda ritenendo “giusto fare chiarezza sulle cose accadute”. Nell’intervento la Carocci ha ripercorso l’aggiudicazione del servizio di farmacia comunale “a circa 5,3 milioni di euro” e ricordato il problema “della regolarità fiscale dell’aggiudicatario (l’allora La Farmacia sas di Mario Laurenzi poi diventata Farmacie Artena SAS di Farmacie Farmaca spa ndr) sollevato dal responsabile del servizio” e la successiva rateizzazione presentata dalla società cronologicamente dopo aver presentato l’offerta per partecipare alla gara.

“Il problema è stato superato – ha proseguito Carocci – con riferimenti vaghi alla giurisprudenza, poi il responsabile del servizio ha chiesto copia del versamento dell’importo di 38064 euro quale rimborso delle spese per la predisposizione degli atti di gara”. “Agli atti abbiamo il versamento di circa 6 mila euro e non dei restanti – ha proseguito la Carocci – ma c’è una lettera degli avvocati che indicano di aver raggiunto un accordo con l’aggiudicataria. Poi il responsabile del servizio chiede il versamento del 10% della polizza fidejussoria e invece dei 533 mila euro viene fornito un’attestazione di versamento di 53 mila euro. Ma se di canone si devono versare 76 mila euro come posso pensare di chiedere una polizza che sia meno del canone?”

Carocci: “Dobbiamo prendere atto che ci sono state responsabilità politiche”

Carocci ha proseguito elencando la firma del contratto presso un notaio e non dal segretario comunale e le diffide inoltrate dagli uffici e l’avvio della procedura di revoca nel febbrao 2019. “Poi non si capisce che fine ha fatto la revoca – ha dichiarato Carocci –, fatto sta che c’è stata una cessione di quote dall’affidataria, che è una società di persone, a un’altra società [lo abbiamo raccontato in questo articolo ndr], anche se l’articolo 13 del contratto vieta la cessione parziale o totale del contratto stesso”. Carocci ha infine concluso chiedendo la costituzione in parte civile del Comune “se ci sarà un eventuale procedimento penale”. “Salvaguardare gli interessi della collettività non è mandare tre diffide e non intervenire – ha concluso la Carocci -. Di roba da mandare alla Corte dei Conti e alla Procure ce n’era una marea e avevamo diverse occasioni per revocare la concessione ma non è stato fatto. Credo che per onestà intellettuale non dobbiamo dimenticarci il passato e prendere atto che ci sono state responsabilità politiche”.

Latini: “Preoccupato e interdetto”

Sul tema è intervenuto anche il Consigliere Erminio Latini (Artena Insieme), dichiarandosi “interdetto”. “Tutto poteva essere fatto – ha dichiarato Latini – meno che assegnare questa gara e il fatto che gli avvocati messi dal Comune li paghi la controparte privata è la prima volta che lo sento. Come può succedere una cosa del genere? Sono preoccupato perché se è vero quello che ha detto Silvia con le carte in mano, ci sono delle responsabilità grosse. Credo che c’è davvero da aver paura – ha aggiunto Latini –, mi auguro che tutto possa essere risolto, che l’Amministrazione abbia preso provvedimenti che non sono a nostra conoscenza e che tutto ciò non abbia conseguenze perché quanto successo oggi era da prevedere, anzi era la naturale evoluzione della vicenda”.

La replica di Angelini: “Per quanto mi consta, tutto è stato fatto secondo la legge”

Al termine della discussione è arrivata la replica del Primo Cittadino di Artena che ha parlato di “convocazione da tarda campagna elettorale che punta al passato e non al futuro”. “Mi addolora dire – ha aggiunto – che siamo in questa situazione perché la prima farmacia comunale è fallita. Le responsabilità politico-amministrative me le prendo tutte ma quelle gestionali sono di altri e in tutti gli atti che avete citato non c’è una sola delibera di Giunta ma ci sono solo atti gestionali. Non ero io nella commissione di gara e per quanto mi consta tutto è stato fatto secondo la legge”.

Oggi – ha dichiarato Angelini – il problema è un altro: dare alla città un servizio farmaceutico rispettando le procedure di legge, che per la farmacia comunale mi porteranno ad adottare atti d’imperio. Tuteleremo al massimo, come sempre, l’interesse pubblico ed oggi questa situazione di difficoltà è data da una crisi che ha investito una società. Attualmente l’unica strada è individuare un farmacista tramite selezione pubblica e con la collaborazione di un curatore fallimentare poi l’unica strada è individuare un nuovo gestore con una gara”. La discussione si è chiusa con l’ultimo breve intervento della Carocci, secondo cui “il Sindaco ha il dovere anche di controllare l’andamento degli uffici qualora gli uffici avessero agito in autonomia, per questo la vicenda non è una questione tecnica ma molto politica e mi sembra che si poteva fare meglio”.

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