Un cittadino ha scritto al Prefetto, alla Procura e al Comune di Artena per chiedere la verifica del rispetto della legge su quelli che in tanti definiscono “dossi” mentre per il Comune sarebbero “attraversamenti pedonali rialzati”

L’oggetto della lettera è chiaro: “Richiesta di verifiche e rimozione urgente all’esito dei dossi rallentatori artificiali ubicati sulla strada SP600 in via Alessandro Fleming, Viale I Maggio, Via Guglielmo Marconi e Via Latina del Comune di Artena”. Così un cittadino artenese ha impostato l’esposto contro i “dossi” o gli “attraversamenti pedonali rialzati” che nei mesi scorsi sono stati realizzati dall’Amministrazione comunale di Artena. L’esposto definisce le opere realizzate un “grave pericolo per la circolazione stradale e l’incolumità dell’utenza” ed elenca i motivi per cui tali manufatti sarebbero fuori norma sia che vengano considerati dossi, sia che si tratti di attraversamenti pedonali rialzati. L’esposto è stato inviato al Comune, alla Procura della Repubblica di Velletri e alla Prefettura di Roma, facendo presente tutti i riferimenti normativi per cui quelle opere sarebbero fuori norma.

Alla fine le richieste avanzate sono tre e sono molto chiare. La prima: “Che il Comune di Artena, previ eventuali sopralluogo ed ogni verifica tecnica ritenuta utile e conducente, provveda, per quanto di competenza, ad ogni atto volto alla rimozione in via di urgenza e senza ritardo, dei dossi posti lungo la strada SP600 (via Alessandro Fleming altezza civico 191, Viale I Maggio incrocio via Enrico Fermi, Via Guglielmo Marconi Altezza civico 67 e Via Latina altezza civico 25) del Comune di Artena per violazione della normativa di cui all’art. 179 del Regolamento di Attuazione del Codice della Strada e delle prescrizioni dettate in materia di dossi artificiali dai Ministeri dei Trasporti e dei Lavori Pubblici e/o per qualsivoglia altra motivazione”.

La seconda: “Che, in caso di ritardo o in mancanza di adempimento, il Comune di Artena, provveda a comunicare i motivi del ritardo ovvero i motivi ostativi all’adozione dei provvedimenti richiesti”. La terza: “Che i destinatari della presente, provvedano, comunque, ad ogni atto di eventuale competenza, in ragione di quanto esposto in fatto ed in diritto”. Dopo molte polemiche, in cui si sono viste persone a favore e contro queste strutture in asfalto, la questione viene finalmente portata all’attenzione delle autorità grazie all’intervento di questo privato cittadino. Vedremo dunque a chi le autorità daranno ragione.

Lascia un commento

Comments are closed.