Da fungaia a produzione di substrato: l’ufficio comunale di Artena accetta il cambiamento del PUA approvato nel 2008 con una determinazione di “adeguamento”

Uno dei bunker riportati nelle slide del convegno sulla funghicoltura di oltre un anno fa

L’impianto di produzione di substrato inoculato nella zona di via Giulianello è stato finanziato dalla Regione Lazio. L’investimento da oltre 7 milioni di euro è stato ritenuto ammissibile e finanziabile con circa 4,3 milioni di euro di fondi pubblici. Presentato da una rete d’impresa attiva nel campo della funghicoltura, l’impianto di produzione di substrato inoculato (il materiale su cui coltivare i funghi, costituito da pollina, letame e paglia) era stato presentato informalmente ad Artena oltre un anno fa. Ma sull’iter del progetto è in corso un’aspra battaglia legale e amministrativa.

Sotto il profilo degli atti, ad Artena la proposta prende spunto da due piani di utilizzazione aziendali approvati dal Consiglio comunale nel 2008 e poi rimasti dormienti per quasi dieci anni. Quei due PUA non prevedevano la realizzazione di un impianto di produzione di substrato come quello finanziato (con un produzione da 25 mila tonnellate l’anno) ma una fungaia con dei locali a servizio, una casa rurale e un piccolo impianto di produzione di substrato inoculato. Poi, nel 2017, è spuntato il progetto depositato in Regione in risposta ad un bando del Piano di Sviluppo Rurale che, ai fini del finanziamento, prevede l’immediata cantierabilità dell’intervento. Dieci anni dopo l’approvazione dei due Pua in Consiglio comunale, alla fine del 2017 l’ufficio ha rilasciato il permesso di costruire alla nuova rete d’impresa che ha stipulato una convenzione con le due titolari dei Pua e presentato il progetto in Regione.

Poi è iniziata la battaglia legale, con molti cittadini di Giulianello e Artena che hanno firmato un ricorso al Tar ancora pendente, nell’ambito del quale hanno per ora rinunciato alla domanda cautelare di sospensione del permesso di costruire. Uno dei nodi particolarmente discussi in ambito giuridico-amministrativo è la possibilità di attuare il Pua oltre il termine dei cinque anni previsti nel piano di valorizzazione aziendale previsto dalla legge regionale. Sulla questione anche il Servizio di Vigilanza Urbanistico-Edilizia della Regione Lazio ha detto la sua, indicando la strada della revoca del permesso di costruire in autotutela e la presentazione di una nuova proposta in Consiglio comunale.

Su questo punto si registra una novità degli ultimi giorni che “cambia le carte in tavola”. L’ufficio si è preso la responsabilità di approvare, con una determinazione pubblicata il 28 dicembre scorso, “un adeguamento del Pua” che però sembra una vera e propria modifica sostanziale rispetto a quanto approvato dal Consiglio comunale nel 2008. L’ufficio comunale, infatti, recependo la richiesta di adeguamento del PUA presentata dalla società nel maggio 2018, ha approvato “un adeguamento al Piano di Utilizzazione Aziendale per la realizzazione di un’azienda per la lavorazione del sub-strato organico per la coltivazione dei funghi”. L’approvazione dell’adeguamento è avvenuta senza ripassare per il Consiglio comunale, come aveva invece indicato la Regione. Una procedura su cui ci sono gli occhi puntati non solo del Servizio di vigilanza della Regione Lazio e che rischia di sfociare in nuove diatribe legali.

L’intervento proposto in passato ha già creato malumori nella popolazione della zona di via Giulianello (ad Artena) e della frazione di Giulianello di Cori, preoccupata per il traffico pesante che comporterebbe la realizzazione dell’impianto e per i cattivi odori che potrebbero sprigionarsi. A fronte di questo, le slide presentate dai proponenti ad Artena parlano di non più di dieci posti di lavoro per personale specializzato. Un numero che secondo chi ha presentato il ricorso sarebbe insufficiente a ripagare il disagio.

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