Disabile da anni, il sig. Marco Frico si è visto negare la pensione di reversibilità della madre ed ha scritto anche al Quirinale. Il Sevizio Rapporti con la Società Civile per la Coesione Sociale della Presidenza della Repubblica ha inoltrato la segnalazione alla Direzione Generale Inps

Da quasi due settimane il sig. Marco Frico, residente ad Artena (in provincia di Roma), scrive ogni mattina a quotidiani, istituzioni, istituti e tribunali. Lo fa per far presente quello che ritiene un diritto negato dall’Inps ed evitare di dover far ricorso alla Magistratura il 13 ottobre prossimo. Il problema rappresentato è il diniego dell’Inps rispetto alla richiesta di pensione di reversibilità della madre deceduta qualche mese fa e da cui dipendeva economicamente.

Nella lettera di “reiezione della domanda”, inviata dall’Agenzia di Colleferro dell’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, si legge che il signor Frico “non è risultato a carico” della madre “al momento del decesso così come risulta dalla pensione e dall’ultima dichiarazione dei redditi trasmessa dall’Agenzia delle Entrate 2018/2017, inoltre dalla banca dati dell’Istituto non risulta neanche la convivenza”.

“Mia madre è deceduta nel maggio 2019, era residente con me e dalla dichiarazione 2019 dei redditi 2018 – ci ha spiegato Marco, che abbiamo incontrato nella sua abitazione – è chiaro che io, mio figlio e mia moglie eravamo a suo carico, addirittura le mie spese mediche erano nella sua dichiarazione. Ho fatto ricorso al Comitato Provinciale ma ad oggi la pratica risulta ancora in lavorazione. Questo diniego dell’Inps mi sembra proprio un’ingiustizia: per questo motivo ho scritto ogni giorno a tutti. Spero si accorgano dell’errore – ha concluso – e non mi costringano a fare ricorso alla Magistratura”.

La lettera di Marco e l’intervento del Quirinale

Marco Frico è invalido civile al 100% dal 2014, a seguito di due ictus, beneficia dell’accompagno ed è andato avanti grazie all’aiuto della madre fino a quando non è morta il 28 maggio 2019. Il 3 giugno scorso ha fatto richiesta della pensione di reversibilità e due giorni dopo gli è stata respinta. Fatto ricorso al Comitato Provinciale Inps, non vedendo risposte, dal 28 settembre ha iniziato a far conoscere la propria vicenda scrivendo anche a Palazzo Chigi e alla Rai.

“Sono un invalido, ho avuto due ictus, e pensionato con accompagno – ha scritto tra le altre cose nell’email certificata inviata anche al Quirinale -, sto molto male, penso di averne ancora per poco. Vi scrivo poiché questa è la mia ultima speranza, mia moglie è disoccupata come mio figlio, e mia figlia pur avendo una lavanderia ad acqua guadagna quel tanto che basta per pagare tasse, spese di gestione, bollette ecc. Mia madre che mi manteneva è morta ed ho chiesto la reversibilità (…) Ho dovuto impegnare l’oro di famiglia e chiedere prestiti a privati e non”. In caso di ricorso al Tribunale, proseguiva Frico nella lettera, “ci rimetterò io ed anche l’Inps in parte, pagando parcelle non dovute (…) ma combatterò per oppormi a questo”.

Dopo qualche giorno la segnalazione di Marco è stata letta dalla massima istituzione dello Stato: il signor Frico si è visto rispondere dalla Presidenza della Repubblica. Il Sevizio Rapporti con la Società Civile per la Coesione Sociale del Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica ha infatti inoltrato la segnalazione alla Direzione Generale dell’Inps. Ora la speranza è che la pratica sia riesaminata entro il 13 ottobre, prima di dare mandato agli avvocati di fare ricorso al Tribunale.

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