Questa mattina il MISE ha chiesto all’Unicoop Tirreno di sospendere la cessione dei negozi di Colleferro, Genzano, Velletri, Aprilia, Pomezia, Fiuggi e Frosinone

La riunione al Ministero dello Sviluppo Economico è finita poco fa. C’era il direttore del personale della Cooperativa e un legale, i rappresentanti della Regione Lazio e della Regione Toscana, Cgil, Cisl, Uil, USB e COBAS. Davanti al Ministero circa mille persone (fonte COBAS) che hanno manifestato durante la mattinata contro le scelte di Unicoop Tirreno.

Al termine della riunione, terminata meno di un’ora fa, il rappresentante di USB Luca Paolocci ha riferito che il Ministero “ha chiesto a Unicoop Tirreno di bloccare la cessione dei punti vendita nel Lazio sud”. “La richiesta – ha proseguito – è finalizzata alla riconvocazione del tavolo di confronto, ampliando la discussione sulla situazione generale del mondo delle Coop nel Lazio”. Alla richiesta pare si siano affiancate anche le altre istituzioni. I delegati di Unicoop Tirreno avrebbero manifestato la necessità di riferire al CdA della Cooperativa, che dovrà decidere il da farsi. Di seguito la nota dell’USB.

Centinaia di persone fra lavoratori, soci e consumatori hanno protestato di fronte al Ministero dello Sviluppo Economico, contro la decisione di Unicoop Tirreno di cedere otto punti vendita nel sud del Lazio. Alle 12:30 è stata ricevuta la delegazione Usb con Luca Paolocci, rappresentante commercio, Francesco Staccioli dell’esecutivo nazionale, Stefano Pollari rappresentante di Frosinone e Antonio Salvitti, rsu di Colleferro.

La delegazione ha presentato le rivendicazioni e le legittime richieste dei lavoratori. È necessario un confronto a partire dal regionale, per arrivare al nazionale sul sistema cooperativo. Sulla stessa linea, l’assessore al lavoro della Regione Lazio, Di Belardino.

“Torniamo a chiedere ad Unicoop di condividere le scelte per trovare soluzioni positive. Va presentato un nuovo piano industriale. Non vogliamo discutere della cessione. Vogliamo ragionare sulla loro riorganizzazione e il rilancio. La Regione Lazio continuerà a fare la propria parte a difesa del lavoro e dello sviluppo”.

Unicoop deve essere chiara su quali siano le future strategie aziendali. In particolare, dopo la firma lo scorso anno, dell’accordo triennale, che ha permesso alla cooperativa di usufruire dei contributi statali per cassa integrazione e mobilità. Contributi che, oggi, se Unicoop non rivede le proprie decisioni, risulterebbero un’appropriazione non opportuna.

Castano del Mise ha dichiarato come, attualmente, la decisione di Unicoop sia la peggiore possibile, è necessario infatti non agire per singole vertenze, ma trovare soluzioni condivise, visto il contesto cooperativo in cui opera Coop. In aggiunta, l’azienda deve essere onesta, con dipendenti e soci, su cessioni e franchising che vanno di paripasso con una diffusione maggiore dei prodotti a marchio. È questa l’etica che dovrebbe distinguere Coop? Fare profitti sulla vendita dei prodotti e disinteressarsi al Buon lavoro.
Le ultime decisioni aziendali fanno temere questo.
Pensiamo alla Campania, i lavoratori sono stati obbligati a rinunciare a diritti e salari degni, pur di mantenere il posto. Ad oggi due negozi sono stati ceduti e uno chiuso.
Oppure la mancanza di sicurezza e lo stress da lavoro correlato a cui Unicoop sottopone i lavoratori del sud del Lazio. I quali hanno già sperimentato la gestione privata dei punti vendita, ora sono nuovamente sotto il controllo Coop e domani potrebbero veder ridotti loro diritti o, addirittura, non avere più un lavoro.

Il Sindacato di Base non permetterà che questo avvengae apprezza il sostegno del Ministero che si è dichiarato pronto a qualsiasi tipo di aiuto e confronto. Troppo è stato perso e concesso in questi anni. Unicoop Tirreno deve rimanere nel sud del Lazio. Non saranno più i lavoratori a pagare le scelte sbagliate di dirigenti e aziende.

Di Belardino: “Unicoop Tirreno condivida le scelte e ragioni con Istituzioni e sindacati”

Pochi minuti fa è intervenuto sulla vicenda anche l’assessore regionale Di Belardino. “Durante il tavolo su Unicoop Tirreno appena concluso al Ministero dello Sviluppo economico – ha affermato in una nota -, abbiamo richiamato l’attenzione sul particolare contesto socioeconomico dove insistono i punti vendita a rischio chiusura, un contesto già compromesso da precedenti crisi industriali e quindi fragile sotto l’aspetto occupazionale. Nei giorni scorsi avevamo già fatto un appello all’azienda a non procedere unilateralmente”.

“Lo ribadiamo ancora oggi – ha proseguito – e torniamo a chiedere a Unicoop Tirreno di condividere le scelte e ragionare con le Istituzioni e le organizzazioni sindacali per trovare soluzioni positive. Il consiglio di amministrazione dovrebbe tornare a riunirsi: auspichiamo che possa presentare un nuovo piano industriale. Non vogliamo discutere della cessione di punti vendita sul nostro territorio, vogliamo ragionare sulla loro riorganizzazione e rilancio. La Regione Lazio continuerà a fare la propria parte a difesa del lavoro e dello sviluppo”.

Iavocone (COBAS): “La lotta appena iniziata”

“Questa enorme partecipazione è un segnale forte e chiaro alla dirigenza Unicoop Tirreno – dichiara Francesco Iacovone, del Cobas nazionale commentando la manifestazione di questa mattina davanti al MISE – i lavoratori, provenienti dalla città di Roma, ma anche dall’area pontina, dal frusinate, dai Castelli Romani, dall’Umbria e dalla Toscana, compresi quelli dell’indotto non ci stanno e lo hanno gridato forte e chiaro ”. “Al tavolo Ministeriale Unicoop Tirreno ha ribadito al volontà di cedere i punti vendita oggetto della vertenza e di rivedere al ribasso contratto integrativo – prosegue il rappresentante sindacale – ricevendo il no compatto di tutte le organizzazioni sindacali”. ” La lotta è appena iniziata e questa mobilitazione unitaria ha dimostrato che abbiamo fiato e determinazione per invertire la rotta e contrastare questa azienda ormai senza scrupoli” conclude Iacovone.

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