Presidente e Direttore Generale di Unicoop Tirreno diramano una nota congiunta

Unicoop Tirreno interviene di nuovo sulla programmata cessione dei punti vendita di Colleferro, Genzano, Velletri, Frosinone, Aprilia, Pomezia e Fiuggi. Lo fa con una nota congiunta del Presidente della Cooperativa, Marco Lami, e del Direttore Genenale Piero Canova. La nota, che riportiamo di seguito, afferma che la Cooperativa non procederà a cessioni “unilateriali.

“Unicoop Tirreno – afferma la dichiarazione congiunta – non ha intenzione di procedere unilateralmente alla cessione dei punti vendita del Sud Lazio ed ha pieno rispetto dei tavoli aperti in Regione Lazio e al Ministero dello Sviluppo Economico. Ieri (lunedì ndr) il Direttore Generale Piero Canova ha partecipato all’incontro in Regione Lazio dove ha nuovamente illustrato gli obiettivi del Piano Industriale della Cooperativa per tornare a fare utili entro il 2020. In questo quadro ha ribadito le motivazioni alla base dell’intenzione di cedere ad un operatore primario della grande distribuzione gli 8 punti vendita che da tempo presentano perdite divenute insostenibili ricercando la massima tutela dei livelli occupazionali dei dipendenti. Per quanto riguarda il tavolo al Mise Unicoop Tirreno parteciperà al prossimo incontro convocato dal Ministero giovedì 18 ottobre presentandosi con le sue posizioni, nel dovuto rispetto istituzionale e alla ricerca di possibili soluzioni condivise”.

Lunedì scorso l’incontro in Commissione Lavoro della Regione Lazio

La nota segue l’audizione che si è tenuta lunedì scorso presso la Commissione Lavoro del Consiglio Regionale del Lazio. Alla Commissione hanno partecipato anche i Sindaci delle Città interessate dalla cessione. “Oltre a rinnovare piena solidarietà ai dipendenti di Unicoop – ha dichiarato al termine dell’audizione il presidente della Commissione Eleonora Mattia –, ho ribadito il mio totale impegno, su ogni fronte, per scongiurare i licenziamenti, mantenere i livelli occupazionali e le forme contrattuali dei 270 lavoratori coinvolti e salvaguardare un marchio importante come Coop. C’è in ballo il futuro di molte famiglie, occorre sedersi ad un tavolo con grande serenità, mettendo al primo posto la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori”.

“Di concerto con l’assessore al lavoro Claudio Di Berardino – ha proseguito la Mattia –, stiamo lavorando affinché la questione dei lavoratori di Unicoop arrivi ad una soluzione che dia garanzie a tutti. E’ un percorso difficile, basato innanzitutto sull’ascolto e sul confronto, che deve passare attraverso azioni tese a tutelare sia i lavoratori che tutto l’indotto, nei territori in cui si trovano gli 8 negozi in procinto di essere venduti. Vogliamo che questi vengano, invece, rilanciati nell’ambito di una più ampia riorganizzazione dei servizi commerciali. Per far questo occorre rivedere il piano industriale, ragionare con le istituzioni e i sindacati e riaprire, eventualmente, un tavolo al Ministero dello sviluppo economico per individuare quale modello di cooperazione portare avanti nel basso Lazio. Come primo passo è stato proclamato uno sciopero per il 10 ottobre, con i lavoratori davanti al Mise”.

USB: “La Conad, viste le tensioni, ha al momento sospeso il proprio interesse nei confronti degli otto punti vendita”

Al termine della Commissione anche l’Unione Sindacale di Base era intervenuta per ribadire un concetto già dichiarato in passato. Cioè che “tutto il mondo cooperativo deve intervenire per decidere, di concerto con i lavoratori, la strategia industriale migliore che conduca, non solo al risanamento di Unicoop Tirreno, ma sopratutto alla tutela di tutti i dipendenti”.

“L’Usb – si legge nella nota diramata al termine dell’audizione – incalza da mesi tutto il sistema cooperativo ad intervenire e sedersi al tavolo con i lavoratori per trovare soluzioni condivise. Sistema che ha un peso enorme nel Lazio, su 120 negozi presenti insistono cinque cooperative, che a loro volta hanno creato aziende ad hoc (Coop Amiatina, Coop centro Italia, Distribuzione Centro Sud, Distribuzione Roma, Negozi doc, Unicoop Tirreno, Coop Alleanza 3,0 e Unicoop Firenze). Solo un anno fa, quello che oggi sembra un coinvolgimento così difficile è avvenuto senza problemi. Tutte le cooperative sono intervenute con un prestito di 170 milioni, che ha permesso ad Unicoop Tirreno di ottemperare alle direttive della Banca d’Italia. In seguito a questo, è stato possibile attivare un accordo triennale con le organizzazioni sindacali e l’accesso agli ammortizzatori sociali”.

“Unicoop Tirreno ha usufruito degli ammortizzatori e ha stabilizzato la sua posizione finanziaria – prosegue la nota di USB –, grazie ai 170 milioni, ma sembra aver dimenticato la tutela dei lavoratori nel silenzio del restante sistema cooperativo. Risulta ormai chiaro, come non sia più possibile affrontare la questione singolarmente ad uno specifico negozio. Il cambio dirigenziale e il piano di risanamento, presentato da Unicoop Tirreno, ha funzionato in Toscana, ma non nel Lazio. E’ necessario che Unicoop e l’intero sistema cooperativo ne prendano atto e cambino rotta”.

“In particolar modo adesso che Conad – conclude l’Unione Sindacale di Base –, unico acquirente per i negozi del sud del Lazio, sembra aver rinunciato all’acquisizione. In proposito, il direttore generale di Unicoop Tirreno, Canova, ha letto una lettera di Pac 2000 Conad, durante l’audizione in Regione, in cui l’azienda ha dichiarato che, viste le tensioni, al momento, ha sospeso il proprio interesse nei confronti degli otto punti vendita. Le cinque cooperative, che insistono nel Lazio e in tutta Italia, devono sedersi al tavolo di trattativa con sindacati e lavoratori per decidere insieme il futuro piano industriale sia regionale sia nazionale, nel rispetto di lavoratori e consumatori”.

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