Il parco del Castello vecchio, l’edificio risalente al XIII secolo, diventerà pubblico. Il Comune di Colleferro ha inviato l’atto di esproprio al Gruppo Furlan e nei prossimi mesi inizierà la contrattazione tra le parti

È un punto d’incontro per la città, ma non è pubblico. Ci si va a correre, a fare una passeggiata con il cane: il parco del castello vecchio, grande polmone verde di Colleferro, dopo aver rischiato di essere inondato di cemento, sarà restituito alla cittadinanza. Lo scorso sabato, durante una conferenza incentrata sui lavori pubblici, il Sindaco Pierluigi Sanna ha infatti annunciato l’esproprio dell’area nei confronti del proprietario, il gruppo Furlan costruzioni Srl. “La giunta ha già approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per l’esproprio dell’area. Alla proprietà è stato già notificato l’esproprio”, ha spiegato Sanna durante la conferenza pubblica.

Il Comune ha stimato un intervento di 560 mila euro, che comprende le procedure di esproprio e di acquisizione di 7 ettari di parco, del castello e prevede la realizzazione di un parcheggio in conformità con il piano regolatore. Il proprietario ha chiesto e ottenuto la nomina di un tecnico di parte per valutare l’intervento elaborato dal Comune. Nei prossimi mesi inizierà dunque la trattativa tra le due parti. “Entro la fine dell’anno – ha aggiunto Sanna – cercheremo di andare in consiglio e di approvare la costituzione del parco pubblico del Castello Vecchio. Era una promessa fatta alla città da decenni che questa amministrazione realizza”.

La realizzazione del parco verrà fatta con i soldi del ristoro ambientale della discarica

A margine dell’incontro Sanna ha spiegato che l’esproprio e la realizzazione del parco sarà finanziata con i soldi provenienti dal ristoro ambientale della discarica di Colle Fagiolara che sta per arrivare a chiusura definitiva. “Quei soldi noi non li vogliamo – ha spiegato il primo cittadino, quei soldi li vogliamo ridare alla città attraverso un’opera che sia una contropartita all’inquinamento provocato dalla discarica più grande del Lazio dopo Malagrotta”.

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