Durante l’udienza del 18 novembre le difese intervenute hanno chiesto l’assoluzione degli imputati. La sentenza è prevista per il febbraio prossimo

La prossima tappa verso la sentenza del processo sull’inquinamento della Valle del Sacco è fissato al 29 gennaio 2020. In quella data proseguirà la discussione iniziata ad ottobre con la requisitoria del Pm Luigi Paoletti e proseguita lo scorso 18 novembre con le arringhe di alcune delle difese e di una delle parti civili. La lettura del dispositivo, dopo quindici anni di dibattimento, è prevista per il febbraio prossimo.

Durante l’udienza del 18 novembre scorso l’avvocato Massimo Guadagno, che rappresenta trentacinque cittadini che si sono costituiti parte civile, ha chiesto al Tribunale un risarcimento di 200 mila euro cadauno e una provvisionale immediatamente esecutiva di 10 mila euro cadauno. Lo stesso avvocato ha argomento sulla differenza del processo in corso rispetto a quello degli anni Novanta.

Quanto alle difese, secondo quanto riporta l’agenzia DIRE, il legale di Giuseppe Zulli (Centrale del Latte), Giulio Venturi, ha chiesto l’assoluzione “perché il fatto non sussiste”. Stessa richiesta da parte degli avvocati Roberto Borasio e Vittorio Gromis, legali di Giovanni Paravani e Renzo Crosariol, rispettivamente legale rappresentante e responsabile tecnico del Consorzio Csc di Colleferro.

In particolare secondo le difese di Paravani e Crosariol l’inquinamento risalirebbe ad epoca “non successiva al 1990” e la condotta sarebbe prescritta. Da parte dell’avv. Gromis, riporta ancora l’agenzia DIRE, è stato chiesto anche il rigetto del risarcimento delle parti civili. Il 29 gennaio 2020 discuteranno le conclusioni i legali della difesa Mario Gebbia e Marco Fagiolo, rappresentanti di Carlo Gentile, direttore dello stabilimento Caffaro srl di Colleferro dall’1 marzo 2001 al 31 maggio 2005. Dopo la conclusione della discussione bisognerà attendere la sentenza, la cui lettura del dispositivo sarebbe attesa per il febbraio 2020.

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