Un gigante dalla zanne dritte alto più di quattro metri che attraversò e abitò le nostre terre. L’elefante antico, un animale del Pleistocene, oggi rivive nel Museo archeologico del territorio toleriense a Colleferro

Colleferro 1994. Ruspe, bobcat e gru hanno tanto da fare: si costruisce, si alzano case, centri commerciali, villette residenziali. La giovane cittadina di fondazione si espande, allarga il suo centro abitato. Uno studente, Riccardo Pellegrini, passando vicino un’area sbancata su Colle Pantanaccio, nota qualcosa: ossa. Pezzi e piccoli frammenti di ossa di animali tra la terra. Cosa sono? Collegamenti con il passato remoto del territorio. In una città marchiata e spesso torchiata dall’identità industriale, la curiosità di Riccardo ha aperto un varco con la preistoria, ricordando a Colleferro l’importanza di cercare il patrimonio custodito sotto gli strati della sua terra. Così il Pantanaccio diventa zona di esplorazione per archeologi, paleontologi, volontari e appassionati, che durante un’indagine preventiva nel 1999 trovano una zanna di Palaeoloxodon antiquus, conosciuto anche come elefante antico. “Negli anni successivi, tra il 2001 e il 2005, le campagne di scavo sistematiche hanno riportato alla luce una paleosuperficie con moltissimi resti di elefante antico, parti di un bue primigenio e di un cervo antico“, ricorda l’archeologo Angelo Luttazzi, direttore del Museo Archeologico di Colleferro.

Ricostruzione della zona del Pantanaccio nel Pleistocene con esemplari di elefante antico, bue primigenio e cervi. Illustrazione tratta da Colleferro. Il Museo Archeologico ed il territorio “Toleriense” a cura di Maria Rita Giuliani e Angelo Luttazzi, Colleferro 2011

Un gigante del Pleistocene

Scapole, vertebre, mandibola, parte del bacino e una testa con una zanna attaccata. Di questi giganti dalle zanne dritte a Colleferro sono stati ritrovati 25-30 pezzi, tra Pantanaccio e Quartaccio, altro sito archeologico della città, vicino il parco naturale della Selva di Paliano. Giganti che vivevano nei dintorni di Roma e nel Lazio 350 mila anni fa, nell’era geologica del Pleistocene medio. “Era un animale imponente, alto oltre quattro metri alla spalla. Aveva grandi zanne dritte, che nei maschi potevano raggiungere i quattro metri ed era lungo circa sei”, spiega Luttazzi. Molti dei fossili ritrovati durante le missioni di scavo appartengono a un unico esemplare, secondo i paleontologici probabilmente una femmina, viste le dimensioni e la conformità del bacino ritrovato.

La ricostruzione

La passione e la tenacia del Dottor Luttazzi hanno permesso di ottenere qualcosa di importante: la ricostruzione dell’elefante antico. Dopo anni di battaglie, l’anno scorso il museo archeologico ha ottenuto infatti una nuova sede, spaziosa e adatta alla realizzazione di un modello in scala reale. A coordinare e realizzare la ricostruzione è stato il restauratore Roberto Boccardelli. “Il modello è stato realizzato sotto le indicazioni degli archeologici e dei paleontologi, come la Dottoressa Federica Marano. La struttura – spiega Boccardelli – è stata composta con un rete metallica e ancoraggi in acciaio, mentre il rivestimento è stato fatto con materiale di recupero e di scarto, il tutto per avvicinarci il più possibile alle fattezze originali”.

Roberto ha cura per i dettagli e conserva tutto, basti pensare che il basamento dell’elefante contiene la terra dello scavo, conservata per tutti questi anni, in attesa di far giustizia all’elefante e agli altri reperti. Una ricostruzione partecipata che ha visto il contributo delle scuole e di appassionati, attraverso un appuntamento pubblico fissato ogni giovedì pomeriggio. Per quindici anni i resti fossili dell’elefante sono stati parcheggiati dentro un magazzino della vecchia sede del museo in via Carpinetana, nel palazzo conosciuto come il Cubo, struttura del noto imprenditore Mandova che con affitti da 350 mila euro l’anno ospitava il museo archeologico, la biblioteca e l’ufficio di collocamento. La giunta guidata dal Sindaco Sanna ha interrotto questi rapporti, riportando servizi e uffici in locali comunali, potendo così trovare le risorse per ricostruire l’elefante.

Il museo archeologico di Colleferro e il prossimo restauro

Il museo si trova a via degli esplosivi 14 ( vicino Asl) ed è aperto dal lunedì al sabato dalle 9 alle 14, il martedì e il giovedì anche dalle 15 alle 18. La testa di elefante antico e la zanna verranno restaurati nei prossimi mesi. Così, dopo l’estinzione, passata l’era dell’abbandono e del disinteresse, l’elefante di Colleferro torna pian piano a vivere.

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