Cassonetti stracolmi, puzza e montagne di immondizia in strada. Roma corre il rischio di tornare alla situazione di quest’estate. E visto che la crisi è ormai un evento ciclico che caratterizza la gestione dei rifiuti della Capitale, con il rientro dalla ferie, la riapertura degli uffici e delle scuole, più che un rischio è una certezza

Il 3 settembre l’impianto Tmb di Rocca Cencia si è fermato per un guasto al nastro trasportatore dovuto, secondo l’Ama, agli elevati ritmi di lavoro durante i mesi estivi. Quello stesso giorno, ad annunciare e temere un peggioramento della situazione è stato proprio l’amministratore delegato della municipalizzata Adrea Longoni, che nel corso della commissione capitolina trasparenza ha segnalato: “ci troviamo di fronte a tre impianti chiusi per manutenzione e uno che si rifiuta di ricevere i rifiuti contrattualizzati mettendo Ama in una situazione di prospettica difficoltà perché possono mancarci quantità settimanali importanti”.  

Lo scontro tra Ama e Rida Ambiente

Longoni nella sua dichiarazione, facendo riferimento agli impianti di trattamento, ha puntato il dito contro il Tbm (trattamento biologico meccanico) di Aprilia, quello di Rida Ambiente, la società di Fabio Altissimi. Sostanzialmente l’Ama accusa Altissimi di accogliere meno rifiuti provenienti da Roma rispetto a quanto dovrebbe. Da contratto Rida deve accogliere 2000 tonnellate di indifferenziato capitolino a settimana ma in questo ultimo periodo ne sta accogliendo soltanto 350. La risposta di Rida Ambiente alle accuse lanciate da Ama non si è fatta attendere: ” La Rida Ambiente – si legge nella nota stampa a firma di Altissimi –  non può essere presa a pretesto per giustificare le difficoltà nella programmazione del ciclo rifiuti nel Lazio. A dispetto delle spesso scomposte dichiarazioni di alcuni dirigenti di Ama, la Rida Ambiente non è mai venuta meno ai propri doveri contrattuali“. Altissimi spiega che sta operando rispettando i contratti e soprattutto seguendo l’ordinanza regionale emanato lo scorso luglio.

Il punto centrale di questa vicenda sta negli sbocchi da trovare al materiale in uscita dall’impianto di Rida: in un’intervista, rilasciata a Ginevra Nozzoli di Roma Today lo scorso 6 luglio, Fabio Altissimi aveva spiegato che l’ordinanza di Zingaretti per “ripulire Roma in sette giorni” non avrebbe comunque permesso di andare in deroga con leggi e normative. I rifiuti indifferenziati trattati dall’ impianto di Rida Ambiente diventano CSS (combustibile solido secondario), destinato agli inceneritori e uno parte diventa scarto da smaltire nelle discariche. Il 3 settembre Altissimi ha inviato una lettera ad Ama, indirizzandola anche a Ministero dell’ambiente, Regione, Campidoglio, Lazio Ambiente, Acea e prefettura. Una lunga missiva a tutte le istituzioni che spiega l’impossibilità di accogliere altri rifiuti dalla Capitale perché l’inceneritore di San Vittore (Acea) è saturo e lo spazio riservato a Rida per il conferimento nella discarica di Colleferro è stato ridotto per essere ceduto ad altri impianti di trattamento. “La pianificazione del ciclo dei rifiuti urbani – si legge in una parte della lettera di Altissimi riportata dall’agenzia Dire – spetta esclusivamente alla Regione Lazio e la stessa non è solo inadempiente, con un’ordinanza presidenziale ha prescritto, soltanto a carico dell’impianto Tbm di Rida, un limite minimo di produzione del CSS al 43 % non previsto dall’AIA ( Autorizzazione integrata ambientale ndr) e ben più elevato rispetto a quello degli impianti tmb ( 25 %) e dei Tm ( 0%).

Lo spazio di conferimento di Rida Ambiente nella discarica di Colle Fagiolara

In pratica lo spazio di conferimento riservato a Rida Ambiente nella discarica di Colle Fagiolara è stato occupato da altri: “nel corso delle ultime 4/5settimane – continua la lettera di Altissimi – i volumi in discarica riservati alla Rida in forza di formali contratti sono stati ridotti da Lazio Ambiente di circa 700 tonnellate a settimana. E ciò, a quanto dichiarato, per dare spazio agli impianti extra regionali che trattano i rifiuti romani, in quanto così disposto dalla stessa Regione Lazio. Una sottrazione di spazio che dovrebbe terminare dalla prossima settimana, risolvendo così l’impossibilità per Rida di accogliere e lavorare i rifiuti di Roma. Sulla vicenda il presidente di Lazio Ambiente Daniele Fortini, sempre all’agenzia Dire ha dichiarato: “come sempre Lazio ambiente è collaborativa con Roma Capitale, laddove i rifiuti di Roma siano trattati da operatori diversi da Ama, quegli operatori troveranno sempre la nostra collaborazione”. Una questione di spazio, di volumetrie da ripartire tra aziende, ma che comunque stanno per esaurirsi e che vedranno un fermo, fissato per il 31 dicembre di questo anno.

Restano comunque aperte sia la questione dell’impiantistica della Capitale – che necessita di manutenzione e di un ripensamento – che quella degli accordi con le Regioni, visto che ancora non è stato formalizzato l’invio dei rifiuti nelle Marche e in abruzzo. E intanto, in questa perenne assenza di programmazione, la crisi dei rifiuti della Capitale continua a non far respirare, dentro e fuori il raccordo anulare.


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