L’Odissea continua: per ricevere un’indennità da 500€ dovranno lavorare dalle 64 alle 80 ore

La Giunta regionale del Lazio ha stanziato 700 mila euro per rinnovare il protocollo d’intesa con gli uffici giudiziari del Lazio e riattivare i tirocini con cui gli stessi uffici “sopravvivono”. La vicenda riguarda circa 120 persone che da otto anni, con vari progetti formativi, tengono vivi gli uffici giudiziari colmandone le carenze in pianta organica. Tribunali e Procure del Lazio non potrebbero lavorare allo stesso modo senza di loro. Oltre a costoro ci sono poi i “tirocinanti ministeriali”, per i quali la delibera della Regione non ha effetti.

Il protocollo d’intesa rinnovato fino al 31 agosto 2019 riguarda la Regione Lazio e il Ministero della Giustizia, la Corte di Cassazione, la Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Cassazione, la Corte d’Appello di Roma e la Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Roma. I tirocinanti saranno così presenti in tutti gli uffici giudiziari del Lazio (Roma, Velletri, Cassino e gli altri) per il nono anno consecutivo.

I 120 tirocinanti dovranno lavorare tra le 56 e le 80 al mese per ricevere una paga tra i 400 e i 500€. Afferma infatti la delibera della Giunta regionale: “a seconda dell’articolazione dei piani formativi in termini di orari e di ulteriori competenze da attivare, ogni destinatario riceverà € 400,00 oppure € 500,00 mensili di indennità di frequenza per il conseguimento, rispettivamente, di 70 o di 80 ore mensili di formazione, o comunque, in caso di assenze, a fronte di almeno l’80% di presenza mensile parametrata, a seconda del piano formativo specifico, su 70 o su 80 ore“.

Il rinnovo tra soddisfazione della politica e insoddisfazione dei tirocinanti

La soluzione adottata dalla Regione Lazio è stata accolta con reazioni differenti a seconda dei casi. Soddisfatta la Consigliera regionale Eleonora Mattia secondo cui “si conclude positivamente la vicenda dei 120 operatori della Giustizia“. “Ringrazio l’assessore Claudio Di Berardino e la Giunta – ha proseguito – per aver dato seguito in tempi così brevi all’emendamento, approvato in Consiglio regionale un mese e mezzo fa per salvaguardare il ruolo di tante donne e tanti uomini che svolgono un lavoro importante all’interno degli Uffici giudiziari”. “Come presidente della Commissione lavoro – ha aggiunto la Mattia – ho scritto al Ministro della Giustizia Bonafede per chiudere un incontro per capire come affrontare la questione a livello nazionale al fine di trovare una soluzione definitiva alla situazione di precarietà dei lavoratori di tutta Italia, che operano con professionalità da nord a sud e, dopo otto anni a 400 euro al mese, hanno il diritto di essere inquadrati con un contratto di lavoro regolare che ne garantisca la dignità e il futuro, anche in termini previdenziali“.

Anche l’assessore regionale al Lavoro Di Belardino ha espresso soddisfazione. “Al termine del percorso queste persone avranno raggiunto tutto il know how per poter operare negli uffici giudiziari. Per questo – ha dichiarato l’assessore – chiediamo che il Ministero della Giustizia cominci, fin da ora, a prendere in carico la questione, individuando le modalità idonee a garantire il futuro occupazionale di questi lavoratori“.

Tra i tirocinanti c’è chi invece accoglie la notizia con amarezza. Alcuni speravano infatti che fosse presa in considerazione la proposta avanzata dalla Consigliera Regionale Roberta Lombardi che prospettava un contratto di lavoro. “Dopo otto anni di tirocini – afferma uno dei tirocinanti amareggiati – questa mi presa l’ennesima presa in giro. Avevamo almeno chiesto l’aumento del rimborso e invece hanno legato i 100 euro in più a un aumento di 10 ore di tirocinio al mese: non ci sono parole. È possibile secondo voi che persone che hanno dai 40 ai 63 anni lavorino dalle 56 alle 70 ore al mese per 8-9 anni – prosegue – a fronte di un rimborso spese, senza venire poi stabilizzati? E poi, l’assessore Di Belardino come fa ad essere così certo che alla fine di questi nove mesi la pubblica amministrazione ci assumerà? Ha parlato col ministro?“. Alle domande non spetta a noi rispondere ma sembra proprio inaccettabile da parte di una pubblica amministrazione.

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