Dopo la storica sentenza della Corte Costituzionale e l’autorizzazione del Ministero della Difesa, UNARMA si è strutturato nel Lazio: Remo Paniccia (Palestrina) è Segretario Generale nel Lazio insieme a Piero Panei (Valmontone), Michele Gigante (Ciampino) e Luigi Campanile (Roma)

Quello compiuto alla fine settembre da UNARMA è un passo storico nell’Arma dei Carabinieri. L’associazione nata nel 1993, dopo l’autorizzazione del Ministero della Difesa, è diventata uno dei sindacati degli appartenenti all’Arma dei Carabinieri. L’ente si è dato una struttura lo scorso 23 settembre a Montesilvano (nelle Marche), dove è stato nominato il segretario generale nella persona di Massimo Borracini. Il sindacato si è quindi strutturato nelle regioni e nel Lazio ha nominato un Segretario Generale e tre Segretari Generali Aggiunti.

Nel sindacato laziale forte è la presenza dei Castelli Romani e Prenestini grazie a quattro militari in servizio a Palestrina, Ciampino, Valmontone e Roma. Il Segretario generale dell’UNARMA del Lazio è infatti il dott. Remo Paniccia, in forza a Palestrina. A Paniccia si affiancano tre Segretari Generali Aggiunti: il dott. Luigi Campanile, in servizio a Roma; il dott. Piero Panei, in servizio a Valmontone, con delega nazionale al dipartimento comunicazione web e social; il sig. Michele Gigante, in servizio a Ciampino.

Il passo storico autorizzato dall’ex Ministro Trenta a seguito della pronuncia della Corte Costituzionale

Il nuovo sindacato dei Carabinieri si occuperà di offrire assistenza ai militari dell’Arma e alle loro famiglie. La costituzione del sindacato, autorizzata dall’ex Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, è stato un passo storico avvenuto dopo una celebre sentenza della Corte Costituzionale. La Consulta nel giugno 2018 dichiarò “parzialmente fondata la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 1475, comma 2, del Codice dell’ordinamento militare nella parte in cui vieta ai militari di costituire associazioni professionali a carattere sindacale. Resta fermo il divieto di “aderire ad altre associazioni sindacali””.

“La specialità di status e di funzioni del personale militare – ha però puntualizzato la Corte Costituzionale in un comunicato che seguì la sentenza – impone il rispetto di “restrizioni”, secondo quanto prevedono l’articolo 11 della CEDU e l’articolo 5 della Carta sociale europea. Restrizioni che, in attesa del necessario intervento del legislatore, allo stato sono le stesse previste dalla normativa dettata per gli organismi di rappresentanza disciplinati dal Codice dell’ordinamento militare”. La sensibilità dell’ex Ministro Trenta ha permesso di non attendere l’intervento del legislatore ma di procedere con il riconoscimento dei sindacati dei militari.

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