Contro la crisi farmaceutica l’Amministrazione comunale di Artena sta tentando anche la strada dei “dispensari farmaceutici”: cosa sono e chi deve istituirli?

Si chiamano “dispensari farmaceutici” e sono una delle soluzioni provvisorie che l’Amministrazione comunale di Artena vorrebbe mettere in campo contro la crisi dei farmaci in cui si trova la popolazione. Una soluzione ulteriore rispetto a quella della consegna a domicilio per le fasce deboli. Una soluzione che deve coinvolgere la Regione Lazio.

Riaprire in pianta stabile le farmacie private è attualmente molto difficile se non impossibile prima di molto tempo. Per la farmacia comunale scade oggi il bando per la concessione provvisoria di sei mesi. Se l’avviso non dovesse avere risposte, per l’Amministrazione resterebbero solo due strade: la pubblicazione di un nuovo avviso oppure un atto d’imperio, tipo l’affidamento diretto a chiamata (oppure l’affidamento a un’Azienda Speciale che non sia in fase di ristrutturazione).

L’alternativa che l’Amministrazione ha annunciato con un manifesto è quella dei dispensari farmaceutici. Si tratta farmacie provvisorie, gestite da altre farmacie già attive, che possono vendere farmaci di uso comune e di pronto soccorso. Il “dispensario” deve essere autorizzato dalla Regione e per scegliere le farmacie che possono gestirlo (nel caso di Artena sarebbero 2) è necessario un avviso pubblico.

Di solito questi “Dispensari” (che non sono macchinette automatiche ma negozi) sono attivati nelle località turistiche e sono stagionali. Vengono cioè utilizzati per far fronte alle esigenze dei Comuni che hanno forti flussi turistici. La situazione di Artena è diversa ma nessuno potrebbe obiettare che la situazione è talmente critica da portare all’adozione di soluzioni d’emergenza.

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