La gestione del cimitero esistente è ripartita col piede giusto e porta nelle casse comunali 170 mila euro

Da quando il Comune di Artena ha pubblicato un avviso sulla regolarizzazione delle posizioni contrattuali, davanti agli uffici c’è stata a lungo la fila per il rinnovo della concessione dei loculi. Un’operazione che sta portando al Comune circa 170 mila euro di risorse “fresche”. Risorse date dai canoni di concessione pagati da chi vuole rinnovare il contratto per i loculi o aggiudicarsene di nuovi. In questa operazione, che forse poteva essere anche fatta prima, ha avuto un ruolo di rilievo l’istituzione di un “ufficio unico” per la gestione dei loculi cimiteriali e dei contratti, voluta dall’assessorato retto da Pecorari.

L’attività messa in campo ha compreso sia il censimento dei loculi in scadenza, sia il rinnovo dei contratti scaduti con un ulteriore periodo di concessione di 30 anni (il minimo per consentire la “mineralizzazione” della salma). L’avviso pubblico dei mesi scorsi, infine, permetterà al Comune di liberare i loculi per i quali i privati non rinnoveranno la concessione, spostando tutto nell’ossario, e ri-offrendoli al pubblico. Saranno inoltre rimosse le salme a terra, liberando lo spazio per le inumazioni. Qualche valutazione dovrà essere fatta sui tronchi loculi più vecchi.

I canoni previsti sono differenziati rispetto alla fila e alla data di costruzione del tronco loculi. Quelli vecchi costano dagli 860€ (1°-4°-5° fila) ai 1040€ (2° e 3° fila). Quelli più moderni vanno dai 2400€ (1°-4°-5° fila) ai 2700€ (2° e 3° fila) e sono rateizzabili ma il perfezionamento del contratto avviene con il pagamento del saldo. I rinnovi vengono fatti con scadenza a 30 anni, i nuovi contratti vengono invece stipulati a 60 anni, così come previsto dal regolamento di Polizia Mortuaria del Comune di Artena.

L’economia cimiteriale: tra risorse e consuetudini

La scadenza a sessant’anni può essere opinabile ma è una precisa scelta del Consiglio compiuta un decennio fa per venire in contro alla volontà degli artenesi, che sembrano particolarmente interessati ad assicurarsi una “casa per l’aldilà”, tanto che i loculi vengono scelti con largo anticipo non solo in base al prezzo ma anche, ad esempio, tenendo conto delle scelte dei parenti.

Tale consuetudine è sancita dal regolamento comunale che permette il rilascio di concessioni in presenza di salma o ceneri ma anche (in deroga) “in caso di disponibilità” e “quando il coniuge superstite chieda di avere in concessione un loculo per essere tumulato vicino al coniuge premorto”. “È consentita inoltre la concessione di loculi – si aggiunge nel regolamento – anche a favore di quei richiedenti in vita, di età superiore ai 50 anni, in ogni tempo, secondo la disponibilità”.

Stando così le cose, si capisce che la durata più lunga del contratto serve ad evitare che la concessione scada prima del periodo di mineralizzazione della salma (30 anni dopo la tumulazione). Ed anche questa tendenza ad assicurarsi il loculo ha un suo peso nella valutazione di realizzare o meno un nuovo cimitero o lavorare su un ampliamento dell’esistente.

La realizzazione di un nuovo cimitero: una scelta non scontata

Non si scopre l’acqua calda dicendo che i Comuni in parte vivono anche sull’economia cimiteriale. Le concessioni dei loculi, nel recente passato, hanno ad esempio rappresentato una “via di salvezza” per le casse comunali anche di Artena. In diverse occasioni il Sindaco di Artena Angelini ha affermato che il cimitero esistente è ormai esaurito e che non ci sono più posti. Di qui emergerebbe la necessità di costruirne uno nuovo.

Ma la scelta di realizzare un cimitero nuovo non è semplice né scontata. La questione non è soltanto strutturale, urbanistica e progettuale ma anche economico-finanziaria. Interviene a questo punto il progetto presentato in Comune da una società per la realizzazione di un nuovo cimitero. Della proposta abbiamo potuto vedere il piano economico-finanziario: prevede un canone annuo al Comune di 10 mila euro a fronte dell’incasso delle concessioni da parte della società che, oltre a costruire l’immobile, pagherebbe anche i dipendenti, la manutenzione e l’esproprio dei terreni.

Al di là delle questioni procedurali già sollevate, tutto bello e vantaggioso? Non è detto. Infatti la valutazione va fatta mettendo a confronto l’attuale gestione, le prospettive del vecchio cimitero, gli eventuali oneri per un ampliamento o per realizzare un nuovo cimitero e i costi connessi alla gestione in proprio. Si sa ad esempio qual è il numero di decessi annui (circa 130 l’anno) e che per ora gli incassi equivalgono in media a circa 120 mila euro l’anno (fino ad ora). Si sa quanti sono i dipendenti comunali addetti al cimitero (che rimarrebbero comunque a carico del Comune di Artena in caso di concessione del servizio a una società) e che costano circa 100 mila euro l’anno. Si sa che poi ci sono dei costi di mantenimento e di pulizia.

Ma poi mancano i dati per fare il confronto. Ad esempio non si conoscono ancora le prospettive dell’attuale struttura cimiteriale. La disponibilità dei loculi (vecchi e nuovi) non è ancora definita: bisognerebbe “incrociare” i contratti in corso di validità con quelli scaduti per capire quanti loculi mancano da assegnare. Bisognerebbe capire quanti contratti andranno in scadenza ogni anno e potranno essere rinnovati e se il “ricambio” basterà o dovrà essere sostenuto da un ampliamento o da un intervento più grande.

Queste operazioni le sta facendo l’ufficio istituito in Comune, i cui dati non saranno disponibili prima del completamento del censimento e del rinnovo dei contratti in scadenza. E poi c’è da fare un’ultima valutazione non indifferente: quanto costerà l’acquisizione del terreno? Perché se il proprietario è un cittadino qualsiasi è un conto, se invece è un coltivatore diretto la “musica” è ben diversa. Solo dopo aver acquisito tutte queste informazioni si potrà fare una valutazione economico-finanziaria ragionevole. Con queste valutazioni dovranno fare i conti non solo i tecnici ma anche i politici e i cittadini.

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