I sacchetti abbandonati dai soliti incivili sono ancora invincibilmente lì

Non c’è niente da fare: via Tuscolana rimane sporca. Con le discariche a bordo strada che non sono state ancora tolte né dalla Città Metropolitana né dal Comune di Artena che, evidentemente, si rimpallano la competenza ad intervenire. Eppure il Codice della Strada è chiaro: la manutenzione e la pulizia, anche dei bordi delle strade e delle relative piazzole di sosta, spetta all’ente proprietario della strada stessa. In questo caso la Città Metropolitana di Roma che però nei fatti pare disinteressarsene.

Eppure qualche tempo fa si era parlato di un accordo tra ex Provincia e Comune di Artena proprio per ripulire la strada provinciale. L’aveva annunciato l’assessore comunale Carlo Scaccia, secondo le cui dichiarazioni i rifiuti sarebbero stati rimossi dalla stessa ditta che ha fatto i lavori di riasfaltatura del tratto di via Tuscolana. Ma da quanto raccontano i passanti, piuttosto che ripulire, nel tagliare l’erba i sacchetti della spazzatura sono stati prima trinciati e poi coperti. Cosa che ha scatenato le giuste ire dei residenti, alcuni dei quali avevano intanto organizzato una giornata ecologica per dare una pulita.

A parte questo, il “tiro” della politica locale è stato poi corretto: si sarebbe ripulito di venerdì in venerdì, pian piano, per carenza di personale. Ma intanto è venuto fuori che proprio sui rifiuti i rapporti tra Comune ed ex Provincia non siano proprio i migliori. Ciò perché il Comune deve versare alla Città Metropolitana diversi soldi della TEFA, cioè il tributo dovuto per l’esercizio delle funzioni ambientali. Malgrado ciò, come si chiede ai Comuni di pagare i fornitori anche se i cittadini non pagano le tasse, anche all’ex Provincia andrebbe chiesto di assolvere ai suoi doveri.

Ieri è arrivata, infine, l’ennesima segnalazione: i rifiuti sono ancora lì, a testimonianza di una bonifica ancora da fare e, magari, di un impegno obbligo di manutenzione e pulizia da far rispettare. Anche alla Città Metropolitana di Roma. Ci vorrà ancora molto per emettere un’ordinanza dirigenziale che obblighi l’ente a fare il suo dovere?

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