Fino ad oggi il Cep ha definito cartelle per 989 mila euro. Su 8 ricorsi, 5 sono stati ritirati

L’ufficio tributi del Cep presso il Comune di Artena

Sull’evasione finalmente si hanno dati ufficiali. Li ha divulgati il Cep sabato scorso, durante l’incontro che si è tenuto con l’Amministrazione comunale di Artena presso l’ex Granaio Borghese. Il Consorzio Enti Pubblici spa, concessionario del servizio di riscossione ordinaria e coattiva del Comune di Artena, ha inviato accertamenti per 1,5 milioni di euro a persone e imprese che erano sconosciute all’ufficio, oppure per le quali si ritiene ci sia stata una omessa o infedele dichiarazione.

Fino ad ora del milione e mezzo è stato definito il 64% degli importi. Dopo che sono stati inviati gli accertamenti, infatti, persone e imprese hanno preso contatto con il Cep ed hanno definito le modalità di pagamento, immediato o rateizzato, per un importo totale di 989 mila euro. Questi soldi entreranno quindi nelle casse del Cep e poi del Comune secondo i piani di rateizzazione concordati.

Altri 533 mila euro sono in corso di definizione. Rientrano in questa “partita” le somme delle cartelle per le quali non c’è stato accordo tra Cep e utente, oppure quelle non ancora lavorate. Nel mezzo milione di euro di pratiche da definire ci sono però almeno tre grandi pratiche. Secondo quanto ha affermato la funzionaria del Cep, Sara Rossini, “su otto ricorsi presentati cinque sono stati ritirati perché si è raggiunta una mediazione”. Rimangono dunque in campo tre ricorsi di attività imprenditoriali tra cui, come abbiamo già raccontato, alcune hanno ricevuto cartelle che superano i 100 mila euro.

Le somme da recuperare dai cittadini non evasori

Il tesoretto dell’evasione sembra dunque almeno in parte già recuperato, almeno sulla carta. Se però confrontato ai crediti che il Comune deve recuperare sulla Tari, risulta meno grande di quel che si pensa. Citando ancora i dati forniti dal Cep, il Comune è creditore di altri 2,4 milioni di euro non verso gli evasori ma verso gli utenti e le imprese che hanno ricevuto le bollette ma non le hanno pagate.

Nel dettaglio si tratta di 286 mila euro di arretrati del 2014, 234 mila euro del 2015, 1 milione di euro del 2016, 876 mila euro del 2017. Per il 2018 ci sarebbero circa 700 mila euro da recuperare. Se si pensa che, in campo Tari, tutti i soldi non incassati corrispondono a spese sostenute (o comunque previste), si può dunque dire che, a parte gli aspetti giuridici, la transazione con Lazio Ambiente è stata per il Comune di Artena una grande boccata di ossigeno.

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